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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/06/2016  -  stampato il 12/12/2017


E'' morto Angelo Incandela: Maresciallo degli Agenti di Custodia che collaboṛ con Dalla Chiesa

E’ morto all'ertà di 81 anni dopo una lunga malattia Angelo Incandela, ex maresciallo della Polizia Penitenziaria del carcere di Cuneo, dove ha lavorato negli anni più controversi della nostra storia recente. Si è spento all'Hospice di Busca.

Originario di Sulmona (L’Aquila), si arruolò nella polizia e fece una lunga gavetta come agente di custodia nelle carceri di Mamone in Sardegna, quindi a Varese, Volterra, Fossano e Mondovì, per poi assumere il comando della casa circondariale di Cuneo (dal 1978 al 1992).

Incandela è stato coinvolto nell’inchiesta sul sequestro di Aldo Moro - diceva di essere in possesso di informazioni riservate - ed è stato anche testimone al processo contro Giulio Andreotti. Fedelissimo collaboratore del Generale Alberto Dalla Chiesa, avrebbe ricevuto proprio da lui l'ordine di registrare alcune conversazioni tra alcuni carcerati e i loro familiari.

Poi, di lui si ricorda l'incontro con il giornalistaMino Pecorelli, la vicenda dei documenti segreti su Aldo Moro, che sarebbero entrati mascherati da salame nel carcere di Cuneo: la storia d'Italia si incrocia con il Cerialdo, dove in quegli anni sono detenuti diversi brigatisti.

Missioni delicate

Fu inviato in missioni straordinarie e delicate nelle carceri di Marassi a Genova, all’Asinara di Sassari e all’Isola di Pianosa. A Incandela, collaboratore del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e dei servizi segreti, si devono alcuni dei pentimenti decisivi nella lotta al terrorismo durante gli «anni di piombo», tra i quali spicca quello di Patrizio Peci, brigatista rosso detenuto a Cuneo. 

Contribuì anche all’arresto di agenti di custodia corrotti, sventò tentativi di evasione e sommosse, salvò colleghi. Testimoniò anche al processo a Giulio Andreotti (1997, Palermo) per l’omicidio di Mino Pecorelli, giornalista assassinato a Roma nel 1979. Nel 2008 fu implicato in un’indagine per corruzione. 

Sul sequestro Moro, sostenne di essere in possesso di informazioni importanti e delicate. Per questo, a febbraio, era ancora stato sentito a Torino dalla Commissione «Moro 2». La cronaca della sua versione dei fatti e della sua carriera è riportata nel libro «Agli ordini del generale Dalla Chiesa», pubblicato nel 1994. 

Onorificenze

Angelo Incandela fu insignito delle onorificenze di Cavaliere della Repubblica, Commendatore, Ufficiale e Grande Ufficiale (nel 2003 dai presidenti Ciampi e Berlusconi). Appassionato di ciclismo, montagna e pesca, abitava in via Don Minzoni a Cuneo con la moglie Maria Teresa Manzo, che lascia insieme alle figlie Sabrina, Roberta, Elisabetta e i nipoti.

Riportiamo da un articolo del sito sito Agi.it:

"Il boia di Volterra", così era soprannominato per i suoi metodi Angelo Incandela dai detenuti delle carceri in cui ha coperto l'incarico di responsabile per la sicurezza. Un appellativo di cui l'ex ispettore di Polizia Penitenziaria non mostra di vergognarsi troppo, al punto di averlo riportato nel libro in cui ha raccolto le sue memorie: "Agli ordini del Generale Dalla Chiesa" (editore Marsilio):

Aglio ordini del Generale Dalla Chiesa: copertina libro

Di certo a Incandela si devono alcuni dei pentimenti più decisivi nella lotta al terrorismo tra i quali spicca quello di Patrizio Peci. "Venti giorni dopo la cattura - racconta Incandela in aula - Peci cominciò a dare i primi segni di malessere per la vita in carcere. Riuscii a conquistare la sua fiducia e accettò di collaborare. Quando lo dissi a Dalla Chiesa, era così incredulo che mi mandò a quel paese".

Innumerevoli sono state, secondo quanto detto alla Corte, le sue "imprese". Ha contribuito all'arresto di agenti di custodia corrotti, ha sventato tentativi di evasione e sommosse, salvato colleghi, ma anche piazzato microfoni per conto del Sisde e di Dalla Chiesa all'insaputa l'uno dell'altro e, soprattutto, dei magistrati".

Angelo Incandela: Maresciallo Capo del Corpo degli Agenti di Custodia

I funerali si svolgeranno il prossimo 13 giugno alle 10, nella parrocchia del Cuore Immacolato a Cuneo.

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