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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/06/2016  -  stampato il 02/12/2016


Detenuto sparņ alla nuca della Poliziotta penitenziaria che non voleva fare sesso: rinviato a giudizio

La poliziotta non vuole fare sesso con il detenuto, lui le spara tre volte alla nuca, ferendola in maniera grave. Lui è Costantino Carta, 56 anni, pastore sardo detenuto al Due Palazzi di Padova per l’omicidio dell’amante il 30 luglio 2006 a Ittiri, Sassari. Lei è un’agente della Polizia Penitenziaria di 55 anni, padovana, di cui l’uomo si era invaghito in carcere. Un episodio che a Costantino Carta è costato il rinvio a giudizio per tentato omicidio. Tutto inizia alle 19.30 dell’11 giugno 2014. I due si presentano al pronto soccorso del Sant’Antonio. Ad accompagnare la donna in ospedale è lo stesso detenuto che racconta di averla trovata a terra in una pozza di sangue, a casa sua.

Qualcosa però non convince i medici che si accorgono come le ferite al volto e alla nuca siano compatibili con un’arma da fuoco. Sul posto arrivano anche gli agenti della squadra Mobile che sentono la donna: è lei a raccontare di essere stata chiamata da Carta a metà pomeriggio per dargli un passaggio da un centro commerciale di Piove di Sacco fino all’Oasi dei padri Mercedari, dove l’uomo lavorava durante le ore di libertà concesse dal tribunale di Sorveglianza come permesso premio.

Una volta salito in macchina lui – è la versione della poliziotta del Due Palazzi – le avrebbe chiesto di fare sesso. Al suo rifiuto allora Carta avrebbe mostrato la pistola. Per tranquillizzarlo la donna decide di portarlo a casa sua, ma all’ennesimo “no” lui le spara con una pistola, riproduzione di una a salve, 6.35 modificata: tre colpi la centrano, uno finisce a terra. Gli agenti della Mobile trovano la pistola in un cassetto della cucina e i bossoli a terra. La donna, operata, ha sempre negato rapporti di amicizia, o intimi, con il detenuto.

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