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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/06/2016  -  stampato il 03/12/2016


E'' stato il primo manicomio giudiziario d''Italia: chiude l''OPG di Aversa

È stato il primo manicomio giudiziario d'Italia. Con il trasferimento degli ultimi due ospiti, ha chiuso definitivamente i battenti l'ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa, in provincia di Caserta. Diventerà un carcere a custodia attenuata, a ridosso degli uffici giudiziari del Tribunale di Napoli Nord.

Fino al 1975 si chiamavano manicomi giudiziari. Erano sei e il termine ultimo per la chiusura era stato fissato per legge al 31 marzo 2015. Sono ancora 90 i pazienti che attendono di essere trasferiti nelle Rems, residenze per le misure di sicurezza. "Vado fuori", documentario di Antonella Bolelli Ferrera, ci apre le porte di questi "luoghi della follia" rimasti in funzione anche dopo la legge Basaglia del 1978 e ci racconta le storie di chi si prepara a lasciarli

L'Opg di Aversa nel 1876 accolse una sezione per maniaci, primo esperimento che portò, nel regolamento carcerario del 1891, all'istituzione dei manicomi giudiziari. Nelle stanze dell'Opg, ospitato in un convento cinquecentesco della cittadina normanna, sono passate centinaia di persone che, in alcuni casi, si sono macchiate di fatti gravi.

Clamorosa la fuga di Raffaele Cutolo, il capo della Nuova Camorra Organizzata, avvenuta nel 1978. Ma in quelle celle che raccontano ancora della sofferenza mentale e del dramma del disagio c'è stato pure chi aveva commesso banalissimi reati. Dal marzo dello scorso anno all'Opg di Aversa, intitolato al medico Filippo Saporito, così come previsto dalla legge (nel 1975 i manicomi giudiziari assunsero la denominazione di ospedali psichiatrici giudiziari; poi, nel 2012 una legge ne ha deciso la chiusura con il trasferimento delle competenze alle Regioni), non ci sono stati più ingressi e si è provveduto al trasferimento dei pazienti presso le Rems, le residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza.

Una dismissione non facile. L'obiettivo della legge del 2012 è quello del definitivo superamento della sistemazione manicomiale, con pazienti vigilati dalla Polizia Penitenziaria. Il 15 giugno gli ultimi due pazienti che hanno lasciato l' Opg di Aversa sono stati trasferiti, alla Rems di Palombara, nel Lazio, dove risultano residenti.

In virtù dell'importanza del patrimonio storico, architettonico e archivistico della struttura di Aversa, parallelamente alla riconversione in istituto a custodia aperta, il Dap,Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, sta lavorando, in collaborazione con enti di ricerca e università, alla promozione di un progetto culturale finalizzato alla istituzione dell'Archivio storico nazionale degli ex ospedali psichiatrici giudiziari con sede ad Aversa e alla conservazione, tutela e digitalizzazione degli archivi storici dei cinque ex Opg (Napoli-Secondigliano, Reggio Emilia, Barcellona Pozzo di Gotto, Montelupo e Castiglione delle Stiviere).

La struttura sarà riconvertito in istituto penitenziario ordinario a custodia attenuata ad alto indice trattamentale con una capacità ricettiva di circa 270 posti detentivi. Sono già 70 i detenuti ospitati nella sezione ordinaria, altri 25 arriveranno nei prossimi giorni dalla casa circondariale di Napoli Poggioreale «Salvia», soluzione che permette di decongestionare gli istituti campani.