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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/06/2016  -  stampato il 04/12/2016


Detenuto minaccia Agente Penitenziaria: assolto perché la minaccia avvenne nel carcere di Frosinone e quindi non in pubblico

Era stato accusato di aver ideato una vera e propria calunnia ai danni di un agente scelto del corpo di Polizia Penitenziaria in servizio presso il Carcere di Frosinone. 

R. M., cinquantaduenne di origini irpine, attualmente detenuto nel Carcere di Sollicciano, Firenze, aveva architettato, secondo l'accusa, una vera e propria calunnia nei confronti di un agente donna in servizio presso la Casa Circondariale di Frosinone, alla quale aveva promesso di "farle passare un guaio".

I fatti risalgono al Maggio 2015, allorquando l'uomo stava espiando la pena nel carcere laziale.

In particolare il cinquantaduenne, secondo l'assunto accusatorio, avrebbe istigato alcuni suoi compagni di cella a denunciare la donna agente, attribuendo a quest'ultima condotte minacciose e soverchiatrici, proponendosi egli stesso come testimone. Il tutto al solo fine di screditarla e rovinarla, per vendicarsi di presunti torti subiti. 

Ieri mattina R.M., difeso dall'Avvocato Rolando Iorio, è stato assolto con formula piena dal Giudice dell'Udienza Preliminare del Tribunale di Frosinone, Dott. Valchera.

Fondamentali le argomentazioni addotte dal difensore dell'imputato che ha evidenziato come il reato di istigazione, contestato al suo assistito,  presuppone per la sua configurabilità che lo stesso avvenga in un luogo pubblico o aperto al pubblico. Condizioni, queste, del tutto inconciliabili con l'ambiente carcerario.

Per tale ragione, il Giudice dell'Udienza Preliminare del Tribunale di Frosinone ha assolto R.M. perché il fatto non sussiste.

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