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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/07/2016  -  stampato il 07/12/2016


Sospetta tubercolosi nel carcere di Terni: il Sappe acquista le mascherine per tutelare i Poliziotti

Tubercolosi sospetta in carcere a Terni, lo rende noto il Sappe. Sospetta TBC nel carcere di Terni. A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, che denuncia di “avere pagato di tasca agli Agenti le mascherine per fronteggiare un eventuale contagio perché l’Amministrazione penitenziaria non ce le fornisce” . Fabrizio Bonino, segretario regionale SAPPE per l’Umbria informa infatti che “un detenuto italiano, di 74 anni, ristretto per il reato di violenza sessuale è stato isolato in carcere per motivi sanitari, per una sospetta tubercolosi.

Ma la cosa grave è che il Personale di Polizia Penitenziaria (a differenza di medici e infermieri del carcere!) non è dotato di maschere per evitare possibili contagi. Una cosa assurda, tanto che il SAPPE ha pagato di tasca agli Agenti le mascherine”. Donato Capece, segretario generale del SAPPE, sottolinea che “ai disagi e allo stress operativo per il Personale di Polizia Penitenziaria come conseguenza di costanti e continui eventi critici, le carceri sembrano essere moderni lazzaretti, nei quali almeno una patologia sanitaria è presente nel 60-80% dei detenuti. Ciò vuol dire che almeno due detenuti su tre sono malati.

Tra le malattie più frequenti quelle infettive, che interessano il 48% dei presenti: a seguire i disturbi psichiatrici (32%), le malattie osteoarticolari (17%), quelle cardiovascolari (16%), problemi metabolici (11%) e dermatologici (10%). Spesso, è solo la Polizia Penitenziaria, con le sue donne ed i suoi uomini in prima linea 24 ore al giorno, a confrontarsi con questi disagi e con le conseguenze che questi producono, E senza neppure avere in dotazione le mascherine previste per evitare contagi, maschere che però hanno medici e infermieri del carcere ternano”.

“I problemi del carcere sono reali”, concludono Capece e Bonino “come reale è il dato che gli eventi critici nei penitenziari sono in aumento da quando vi sono vigilanza dinamica e regime aperto per i detenuti. E nonostante la Polizia Penitenziaria sia carente di 8mila Agenti in organico la Legge di stabilità ha bocciato un emendamento che avrebbe permesso l’assunzione di almeno 800 nuovi Agenti, a partiredall’assunzione degli idonei non vincitori dei precedenti concorsi, già pronti a frequentare i corsi di formazione. E’ sotto gli occhi di tutti che servono urgenti provvedimenti per frenare la spirale di tensione e violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane, per adulti e minori. E che è ora di avvicendare i vertici del carcere di Terni, amministrativi e di polizia, palesemente incapaci di gestire la critica quotidianità penitenziaria”.

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