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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/07/2016  -  stampato il 02/12/2016


Alleggerimento del 41-bis, Associazione vittime dei Georgofili: scadenze elettorali importanti la mafia potrebbe indirizzare i voti dal carcere

Il sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore vuole “ridefinire alcuni aspetti del 41 bis” introducendo magari le video chiamate di Skype nelle celle delle carceri italiane, le stesse che ospitano anche i responsabili della strage di via dei Georgofili. Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime di quella carneficina annuncia: “Scenderemo in piazza, i nostri figli sono morti stritolati dalla trattativa proprio sul 41 bis, l’unica modifica da fare è renderlo ancora più duro’’.

Oggi siamo di fronte a nuovi patti con la mafia?
Non ci sono dubbi, si vuole mettere mano al 41 bis e al 4bis (abolizione dell’ergastolo) in favore della mafia stragista. Le prime avvisaglie sono arrivate con le proteste degli anarchici davanti ai penitenziari dei giorni scorsi, oggi torna alla carica un esponente ex Rifondazione comunista, per di più membro del governo, e la mia mente torna agli anni più bui delle prime modifiche del carcere duro, all’inizio degli anni 2000, quando Gabriele Chelazzi cercava nelle carceri le prove del malessere dei detenuti mafiosi contro il 41 bis. In quel periodo proprio Rifondazione comunista voleva fare uscire dal carcere duro alcuni brigatisti irriducibili, oggi sono uomini ex Sel come Migliore a tentare lo stesso con i mafiosi.

Esponenti del governo Renzi hanno ripreso, più o meno consapevolmente, la trattativa con la mafia?
Bella domanda! Non si è ancora riusciti, malgrado le sentenze, come quella di appello per il processo a Francesco Tagliavia, a far ammettere la prima tragica Trattativa fra appartenenti allo Stato e della politica con Cosa Nostra, però certo è che si va verso scadenze elettorali importanti, e temiamo che possa essere di nuovo in atto una Trattativa, “ammorbidendo il 41 bis” o andando verso l'annullamento di un “fine pena mai” aborrito dalla mafia tutta, dato processuale che risulta ormai incontrovertibile. Tutto ciò affinchè Cosa Nostra nei prossimi incontri elettorali faccia proselitismo e indirizzi il voto dal carcere? È una domanda che dobbiamo farci come un dovere visto quello che abbiamo patito. Per maneggi di questo tipo, per “promesse” fatte alla mafia del resto noi abbiamo perso i nostri figli, oggi ce la metteremo tutta perché i mafiosi restino al 41 bis.

E dell’uso di Skype nelle celle che cosa pensa?
Penso che i nostri figli che erano bambini o ragazzi il 27 Maggio 1993 e non hanno neppure visto i cellulari, mentre gli “uomini d’onore” di Salvatore Riina, già allora a- vevano i telefonini in via dei Georgofili per chiamare i loro referenti istituzionali e politici dell’avvenuta strage.

Il Fatto Quotidiano