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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/07/2016  -  stampato il 27/02/2017


Detenuto incendia la propria cella perché non riesce a parlare subito con l''educatore nel carcere di Livorno

Si è sfiorata la tragedia ieri mattina nel carcere di Livorno. “Colpa e conseguenza della protesta sconsiderata e incomprensibile di un detenuto italiano, di Livorno, che ha appiccato un incendio nella cella dov’era ristretti, dando fuoco a tutto quello che vi era all’interno”, spiega Pasquale Salemme, segretario regionale per la Toscana del  Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria.

“Intorno alle ore 9,00, all’atto dell’apertura del cortile passeggi, un detenuto livornese minacciava disordini di ogni genere se non avesse parlato immediatamente con un educatore. Il poliziotto penitenziario di servizio lo tranquillizzava e immediatamente si attivava per contattare l’educatore ma, neanche il tempo di terminare l’immissione all’aria degli altri ristretti, che lui entrava nella camera detentiva ed appiccava il fuoco. Una decisione folle, tenuto conto che riguardava la Sezione detentiva, a custodia attenuata, dove tutti i detenuti sono liberi. Nonostante gli Agenti fossero senza alcuna protezione o maschere, hanno sfollato la Sezione, mandando i ristretti presenti tutti nel cortile dell’aria. Il personale di Polizia è dunque intervenuto prontamente mettendo in sicurezza gli altri detenuti e spegnendo l’incendio. Un grazie di cuore a tutto il personale che con professionalità e abnegazione ha evitato che la situazione diventasse ancora più drammatica. Sono stati bravi i poliziotti penitenziari in servizio nel carcere di Livorno a intervenire tempestivamente, con professionalità, capacità e competenza”.

Apprezzamento ai poliziotti penitenziari di Livorno anche da Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “Sono stati momenti di grande tensione e pericolo, gestiti con grande coraggio e professionalità dai poliziotti penitenziari. Nonostante gli evidenti pericoli, i bravi poliziotti hanno salvato la vita all’incosciente detenuto che aveva dato fuoco alla cella, poi hanno provveduto a mettere in salvo i detenuti dalle altre celle del Reparto detentivo che erano invase dal fumo. Poteva essere una tragedia, sventata dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari di servizio nel Reparto e dal successivo impiego degli altri poliziotti penitenziari in servizio nel carcere. Quanto accaduto ieri mattina nel carcere di Livorno è sintomatico del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E la situazione è diventata allarmante per la Polizia Penitenziaria, che paga pesantemente  in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici. Le carceri, dunque, sono sì ad alta tensione anche in Toscana: ma lo sono per gli Agenti di Polizia Penitenziaria, sempre più al centro di gravi eventi critici come quello di Livorno”, conclude Capece, leader nazionale del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria.

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