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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/10/2010  -  stampato il 05/12/2016


GP a Rotterdam, Faraldo ancora argento

Amica Rotterdam, come nel 2007: il Grand Prix olandese (15/17 ottobre) regala un argento a Francesco Faraldo ed è un risultato che nasconde molte verità. E cioè che il campione delle Fiamme Azzurre, quando è in condizione, può essere competitivo ai massimi livelli: e che ogni rimescolamento delle carte, da parte di chi ha in mano la squadra azzurra, dovrà tener conto di Faraldo come punto di riferimento dei 66kg. Si può approfondire la cronaca del torneo, andare nei dettagli: ma alla resa dei conti c’è un nome che segna la prestazione del campano come un’impresa ed è quello di Miklos Ungvari. In una fascia di peso che propone ogni anno nuovi protagonisti, il fuoriclasse ungherese è una delle costanti che – a 30 anni già suonati - non passano mai di moda: tre volte sul podio iridato, altre cinque medaglie (con due ori …) nei Campionati Europei, oltre 20 volte a podio negli apountamenti di Coppa del Mondo. Sono numeri che fanno di Ungvari una leggenda del judo. Eppure Faraldo l’ha battuto, in una semifinale dal fascino immenso: dura, difficile,risolta prima del limite, grazie alla classe di un ragazzo che raramente tradisce. Il resto finisce per essere contorno, eppure aggiunge ancora qualcosa: tanti giovani di belle speranze, animati dalla voglia di farsi largo in un contesto prestigioso. Come Jason Gawke, l’olandese emergente: il nuovo Dex Elmont, dopo che il campione è salito di categoria ai 73kg. Tranquilli, è solo il primo Ippon. Poi Shalva Kardava, il georgiano che qualche mese fa aveva tratto ispirazione dall’aria di casa per vincere la World Cup di Tbilisi: 20 anni sono pochi, per resistere al mestiere di Francesco. Quindi il moldavo, Victor Scvortov: gli era bastato mezzo minuto per buttar fuori dal torneo un osso duro come il finnico Rintamaki, e poco di più è stato necessario all’atleta della Polizia penitenziaria per metterlo sul tatami. Del grande match con Ungvari si è detto: e forse è stato questo immenso successo a spezzare un po’ il corso degli eventi. Fatto sta che, dopo la vittoria sul magiaro, non si poteva pensare che la finale con Mikhail Pulyaev – pur già vittorioso in Coppa del Mondo – fosse l’appuntamento più difficile della giornata. Ed invece il giovanotto russo si è dimostrato avversario ostico, scorbutico, anche falloso e mestierante: e Faraldo, che pure quest’aria da battaglia la respira fin da bambino, ha finito con il perdere la bussola dell’incontro. Intendiamoci, una sconfitta di misura: in un incontro che corre sul filo del rasoio e nel quale un attimo può fare tutta la differenza del mondo. Come è stato.
Fiamme Azzurre che restano comunque sul podio, dopo il bronzo conquistato da Lorenzo Bagnoli a Roma: anche il friulano ci ha abituato ad una costanza di rendimento altissima che però, a Rotterdam, è venuta meno per un momento di deconcentrazione. Perché Lorenzo è così: imbattibile nelle giornate di buzzo buono, talvolta vittima di errori incomprensibili quando la luna è storta. E’ stata fatale una presa al pantalone, vietata in questo quadriennio, per farlo sanzionare con una squalifica senza appello al primo incontro dei 90kg con l’olandese Marvin Huisman: il quale, come talento di casa, ha ricevuto forse un leggero trattamento di favore, salvo poi perdersi alla distanza come invece non era successo al Palafijlkam di Ostia due settimane fa (5°). Se Bagnoli viene dagli 81kg, Huisman è invece sceso dai 100kg: e, a 20 anni o poco più, ha in bacheca due importanti argenti juniores sia agli Europei, sia ai Mondiali. In qualche modo ci sta: anche se il vero Bagnoli, quello dei giorni di grazia, si sarebbe probabilmente ritagliato uno spazio di maggior soddisfazione del 17° posto di Rotterdam.

Fonte: polizia-penitenziaria.it