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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/07/2016  -  stampato il 09/12/2016


Detenuto rientra nel carcere di Varese con la droga e la spaccia al compagno di stanza che finisce in ospedale

Porta cocaina in carcere, fa star male un vicino di cella e rischia di perdere i benefici della semilibertà. Tutto è accaduto fra sabato notte e domenica mattina. È costata cara a un detenuto italiano di 30 anni la serata sopra le righe a base di droga. L’uomo, che fino a due giorni fa poteva giovarsi delle uscite diurne per far rientro ai Miogni solo per dormire, ora dovrà abituarsi a trascorrere lunghe giornate dietro le sbarre della casa circondariale di via Morandi.

L’operazione è stata compiuta dal nucleo giudiziario della Polizia Penitenziaria guidata dal commissario capo Alessandro Croci, comandante in carcere. Il trentenne, abituato a rientrare solo alle 20 o alle 22 nella sezione meno severa rispetto al regime ordinario, dopo aver trascorso la giornata a casa ha pensato bene di rientrare portando con sé degli stupefacenti, con tutta probabilità cocaina, nascondendole nelle parti intime e passando così inosservato.

Le dosi sono state consumate all’interno anche da un secondo detenuto, che ha avuto un’ulteriore sfortuna: ha infatti accusato un malore e ha avuto bisogno di essere soccorso dalle guardie e condotto all’ospedale di Circolo, dove è tuttora ricoverato pur essendo fuori pericolo. Così la Polizia Penitenziaria ha fatto scattare ulteriori accertamenti: oltre alla cella, è stata perquisita anche l’abitazione del trentenne, dove sono state trovate ulteriori confezioni utilizzate per dividere le dosi.

Così è scattata la denuncia a piede libero, seguita alla decisione di mettere il detenuto in isolamento con perdita della semilibertà.

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