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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/07/2016  -  stampato il 06/12/2016


Chiude il carcere di Empoli per diventare REMS: la conferma in una circolare del DAP

Le voci erano vere: la casa circondariale di Empoli sarà destinata a diventare una Rems, ossia una delle residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria varate con la legge 81 del 2014.

Le Rems sono state create in sostituzione degli Opg (ospedali psichiatrici giudiziari), dove venivano reclusi i criminali con problemi mentali. A fine giugno l’ipotesi ventilata era arrivata fino ai banchi del parlamento, dove il vice presidente Roberto Giachetti arrivò a interrogare i ministri della Salute e della Giustizia.

Anche i sindacati si opposero a questa decisione con vari proclami. A comprovare il fatto che la casa circondariale di Pozzale sarà convertita in Rems è una circolare interna, pervenuta anche alla redazione di gonews.it.

Il mittente è l’ufficio della contabilità del provveditorato regionale del ministero della giustizia, dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. La circolare informa che con la nota 0249018 del 20 luglio “ha disposto l’immediata chiusura” del carcere, con il conferimento dell’immobile all’agenzia del Demanio”, così da poterla “destinare a Rems” .

Il documento è di natura prettamente contabile: riguarda infatti “gli adempimenti da porre in essere”. La “concreta chiusura” passa anche dal “dettagliato elenco di tutti i materiali in dotazione, oggetto di futura cessione gratuita agli Istituti e Servizi amministrati”. In parole povere, l’inventario dei mobili che verranno destinati alle altre carceri in vista della trasformazione in Rems. Il trasferimento da carcere femminile a Rems prevede infatti un passo obbligatorio: il trasferimento dell’immobile all’Agenzia del Demanio, la quale poi lo assegnerà all’azienda sanitaria per la riqualificazione.

L’intervista a Graziano Pujia, direttore della casa circondariale

La conferma ufficiale è arrivata oggi, di questo abbiamo parlato con il direttore Graziano Pujia: “La scelta di Empoli è arrivata perché non è stata trovata una sede migliore di quella del carcere femminile di Empoli”.

Quali sono dunque i primi passi? “Il primo step sarà la ricollocazione delle detenute. Al momento ne abbiamo solo 15, da qualche mese questa scelta era stata ventilata e quindi non avevamo accettato altri ingressi. Per loro faremo degli interpelli per chi voglia andare fuori regione. In Toscana abbiamo solo altre due sedi carcerarie per le donne, Pisa e Firenze Sollicciano. Cercheremo di accontentarle a seconda della distanza delle familiari”.

Per quanto riguarda invece il personale? “All’attivo abbiamo 35 agenti di Polizia Penitenziaria e 4 uomini di personale ministeriale, tra cui il sottoscritto. Per gli agenti il personale verrà dirottato e collocato in sedi di preferenza, nelle sedi limitrofe o dove saranno gradite”. Il 28 luglio è stata indetta una riunione dove “verranno discussi i criteri per la mobilità del personale”.

Cosa ne pensa Pujia di questa decisione? “Sono un soldato, faccio parte dei funzionari dirigenti e non posso commentare l’operato dei vertici. La mia storia parla per me”.

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