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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/08/2016  -  stampato il 09/12/2016


Sono 345 i detenuti interessati al radicalismo islamico nelle carceri italiane: a riferirlo il Ministro Orlando

Sono 345 "i detenuti interessati dal fenomeno della radicalizzazione in carcere, di cui è possibile fornire una distinzione in base al grado di pericolosità". Lo ha riferito il ministro della Giustizia Andrea Orlando al Comitato Schengen della Camera presieduto da Laura Ravetto. Il Guardasigilli ha aggiunto che "i dati acquisiti attraverso il monitoraggio in corso mostrano come la situazione in Italia non sia così allarmante come quella di altri Paesi europei".

Dei 345 detenuti, "ce ne sono almeno 93 - per i quali non sono emersi segnali concreti di radicalizzazione - che rimangono sospettati e sottoposti ad osservazione. Novantanove, pur non ancora classificati come radicalizzati, hanno manifestato atteggiamenti di approvazione in occasione degli attentati di Parigi, del Belgio e di Dacca". "Dei totali 345 detenuti - ha ricordato ancora Orlando - 153 sono classificati a forte rischio di radicalizzazione, di cui 39 sottoposti al regime detentivo di Alta Sicurezza, essendo imputati per reati di terrorismo".

I detenuti che provengono da Paesi di fede musulmana "sono complessivamente 10.500 e sono 7.500 quelli che la professano". "Per quanto la situazione non sia allarmante - ha ribadito il titolare del dicastero di via Arenula -, non possiamo permetterci di sottovalutare nulla, perché il carcere è un luogo dove si realizzano forme di radicalizzazione rapida e perché si tratta di soggetti vulnerabili. In carcere è alto il rischio che si diffondano forme di esclusione e isolamento. Sono queste le condizioni su cui il radicalismo fa leva per trasformare l'isolamento in senso di vendetta e odio contro la società".

Ansa