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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/08/2016  -  stampato il 04/12/2016


Detenuto pianifica evasione nei minimi dettagli, ma viene scoperto dalla Polizia Penitenziaria di Brescia

tando ad una prima ricostruzione dei fatti, stava pianificando tutto nei minimi dettagli: non solo la fuga dal carcere, ma anche tutto ciò che gli potesse garantire una latitanza sicura lontano dall’Italia. A buttare all’aria i piani ci hanno pensato gli uomini della Polizia Penitenziaria del Casa di reclusione di Verziano che sono riusciti, con una indagine lampo, a conoscere gli intenti dell’uomo e a mettere in atto a tempi da record tutte le misure necessarie per evitare che i suoi propositi diventassero operativi.

Nel mirino dei poliziotti, coordinati dal commissario Michele Rizzi, un detenuto di origini italiane gravato da una pena che si sarebbe estinta nel 2036. Forse proprio la prospettiva di dover passare circa 20 anni in carcere, frutto di una pensante condanna per traffico internazionale di stupefacenti, l’uomo (a quanto si è appreso di origini valtellinesi) ha iniziato a lavorare per costruirsi una alternativa alla detenzione, sia pur in una casa di reclusione con standard qualitativi accettabili per la media dei penitenziari italiani.

In particolare ancor prima di studiare il modo per lasciare il carcere, l’uomo avrebbe pensato — come si suol dire — a garantirsi la “vecchiaia”. Secondo la ricostruzione emersa dalle indagini della Polizia Penitenziaria, l’uomo avrebbe messo da parte una ingente somma di denaro in grado di finanziare, una volta fuggito da Verziano, la latitanza lontano dall’Italia, in quella Columbia dove, visti i suoi precedenti penali e l’entità della pena che gli era stata inflitta, poteva contare su appoggi autorevoli e, grazie all’accantonamento in denaro, su un futuro discretamente agiato. Il progetto, però, è arrivato all’orecchio degli uomini della Penitenziaria che dopo aver verificato che si trattasse realmente del primo step di un tentativo di evasione da Verziano hanno disposto a tempo di record il trasferimento del detenuto in un altro carcere dove verrà sottoposto ad un più stretto regime di sorveglianza.

L’operazione ha raccolto i complimenti dei sindacati di categoria. «Il comandante di Verziano — ha osservato Antonio Fellone, coordinatore nazionale del Sinappe — e i suoi uomini hanno dimostrato grande professionalità, nonostante le carenze di organico ormai croniche cui bisogna far fronte».

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