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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/05/2010  -  stampato il 07/12/2016


Carceri/ Sappe: Troppo poca Penitenziaria, tensioni allarmanti

"L'allarmante situazione delle carceri italiane sta determinando in molti istituti penitenziari tensioni tra i detenuti e inevitabili problemi di sicurezza interna che ricadono sulla polizia penitenziaria, come hanno dimostrato le recenti proteste di detenuti in vari carceri del Paese e le molte aggressioni a poliziotti penitenziari". E' quanto scrive in una nota Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), in relazione alle manifestazioni di protesta di detenuti in atto in alcuni penitenziari del Paese.

"La situazione - dice Capece - rischia di degenerare ed aggravarsi ulteriormente in vista dei mesi estivi e non si può dunque perdere ulteriore tempo, considerato anche che il corpo di penitenziaria è carente di più di 6 mila unita. Fermo restando che non si possono tollerare in alcun modo manifestazioni violente nelle nostre prigioni, bisogna anche proporre soluzioni concrete".

Secondo il Sappe "serve una nuova politica della pena, necessaria e indifferibile, prevedendo un maggiore ricorso alla misure alternative alla detenzione e l'adozione di procedure di controllo mediante strumenti elettronici o altri dispositivi tecnici (come il braccialetto elettronico) che hanno finora fornito in molti Paesi europei una prova indubbiamente positiva".

"Se la pena evolve verso soluzioni diverse da quella detentiva, anche la Polizia penitenziaria dovrà spostare le sue competenze al di là delle mura del carcere, parallelamente all'affermarsi del suo ruolo quale quello di vera e propria polizia dell'esecuzione penale. Efficienza delle misure esterne e garanzia della funzione di recupero fuori dal carcere - conclude il sindacato - potranno far sì che cresca la considerazione della pubblica opinione su queste misure, che nella considerazione pubblica, non vengono attualmente riconosciute come vere e proprie pene".

Fonte: tendenzeonline.info