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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/08/2016  -  stampato il 10/12/2016


Torino, detenuto straniero sale per protesta sul tetto del carcere

Clamorosa protesta di un detenuto marocchino della Casa Circondariale di TORINO che nella tarda mattinata è salito per protesta sul tetto del penitenziario. Ne da notizia il SAPPE, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

“La situazione è stata paradossale e sconcertante, comunque gestita al meglio dal Personale di Polizia Penitenziaria”, denuncia il Segretario Regionale del Piemonte del SAPPE Vicente SANTILLI. “Intorno alle 13,20, un detenuto marocchino ristretto presso la terza sezione del padiglione A del carcere di Torino è salito sul tetto del padiglione A, rompendo le apparecchiature illuminanti; attualmente si dimena con un bastone rudimentale a forma di falce ed urla. Sono in corso le procedure di sicurezza da parte del personale di Polizia Penitenziaria. Il detenuto intende parlare con un magistrato. Sul posto, ci sono anche i Vigili del Fuoco”.

Il SAPPE, attraverso il Segretario Generale Donato Capece, denuncia il ciclico ripetersi di eventi critici in carcere: “Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano ed assegnandoli a Alessandria dove c’è una significativa carenza di organico, finanziando e potenziando i livelli di sicurezza delle carceri. La tensione resta alta nelle carceri: atro che dichiarazioni tranquillizzanti, altro che situazione tornata alla normalità. E’ sotto gli occhi di tutti che servono urgenti provvedimenti per frenare la spirale di tensione e violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane, per adulti e minori”.

Al riguardo, Capece stigmatizza anche la violenta aggressione, ieri nel carcere di Asti, ai danni di un poliziotto penitenziario da parte di un detenuto italiano, appartenente al clan dei Casalesi: “Sono anni che sollecitiamo di dotare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria di strumenti di tutela efficaci, come può essere proprio lo spray anti aggressione assegnato – in fase sperimentale – a Polizia di Stato e Carabinieri” conclude. “Mi auguro che il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, dopo il grave episodio di Asti (che segue altre aggressioni nelle carceri contro poliziotti penitenziari), valuti positivamente questa nostra proposta e, quindi, assuma i provvedimenti conseguenti”.

 

comunicato stampa Sappe