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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/08/2016  -  stampato il 11/12/2016


Alfano: rischio radicalizzazioni nelle carceri

"Nelle carceri c’è il rischio di radicalizzazioni e noi abbiamo lavorato per ridurlo". Lo ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, nella tradizionale conferenza stampa di Ferragosto. Contro il pericolo delle radicalizzazioni nei penitenziari è stato realizzato un programma complesso, fatto non solo di sanzioni, per evitare che si propagasse, ha spiegato Alfano, e il lavoro fatto "sta dando i suoi frutti". Il ministro ha aggiunto che "il nostro paese non ha nulla a che invidiare a nessun paese al mondo" e "il sistema di prevenzione anti terrorismo sin qui ha retto".

"Il nostro Paese può essere considerato sicuro", ha poi spiegato Alfano, riferendo le conclusioni emerse dal Comitato per l’ordine e la, sicurezza pubblica che si è tenuto stamani. Non solo. "Gli investimenti per la sicurezza crescono, il contrasto alla criminalità organizzata ha ottenuto importanti risultati sia sul piano della cattura dei latitanti che del sequestro dei beni", ha aggiunto tra l’altro il ministro. Questi alcuni dei dati forniti dal ministro: ottantacinque estremisti per terrorismo islamico arrestati e 110 foreign fighters monitorati.

Quanto all’allarme, rilanciato dal Copasir, sulle possibili infiltrazioni di terroristi jihadisti sui barconi dei migranti dopo la liberazione della roccaforte Is di Sirte in Libia, Alfano ha spiegato che "c’è stata la smentita del capo dell’Is rispetto a quanto pubblicato dai giornali in questi giorni, ma già prima ero in grado di dirvi che non c’erano riscontri a quanto era stato scritto: Sirte non si è manifestata come luogo di partenza di tante persone che arrivano sulle sponde del Mediterraneo". Finora, ha reso noto il ministro dell’Interno, 85 estremisti per terrorismo islamico arrestati e 110 foreign fighters monitorati.

Quella della sicurezza resta comunque una priorità per il ministro dell’Interno, che ha annunciato l’intenzione di chiedere al presidente del Consiglio di porre il ddl sulla sicurezza delle città "tra i primi provvedimenti da assumere alla ripresa" dopo la pausa estiva, trattandosi, a suo avviso, di un tema "strategico e prioritario"

Intanto, a Milano, dopo il recente allarme terrorismo internazionale, il sindaco Giuseppe Sala ha affermato riferendosi all’immigrazione che "I dati del Viminale sulla diminuzione percentuale dei reati sono buoni, ma non è che ci mettano tranquilli, i tempi sono quelli che sono e i cittadini hanno una loro percezione della quale dobbiamo tener conto".

"Il punto vero è che questo screening rigoroso delle persone che arrivano sul suolo italiano deve essere fatto appena mettono piede a terra", ha poi aggiunto Sala, a margine della visita di Ferragosto al Comando della Polizia locale. "Noi comunque faremo la nostra parte anche con verifiche nei centri di accoglienza del Comune. Da settembre, inoltre, cercheremo di coordinare ancor di più le varie forze dell’ordine che operano sulla metropoli, la soluzione è quella". E a chi gli ha fatto notare le lunghe file per entrare in Duomo ha detto che "sì, c’è qualche code ma credo che la sensazione della gente sia "ci sono code perché ci sono i controlli"".

 

 fonte: Il Sole 24 Ore