www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 19/08/2016  -  stampato il 04/12/2016


Carceri private, gli USA le vogliono chiudere: crollano i titoli in borsa delle prigioni private

L'amministrazione Obama ste per dare addio a una delle privatizzazioni più discusse della storia degli Stati Uniti: l'affidamento a società privare della gestione delle carceri. Una indiscrezioni riportata dal Washington Post che ha avuto come immediata conseguenza il crollo verticale a Wall Street di due società quotate che si occupano del Business penitenziario: sia "Correction Corp of America" che "Geo Group", sono state sospese più volte al ribasso e sono arrivare a perdere fino al 50% della loro capitalizzazione.

Per i fanatici di della serie tv "Orange is a new black" il tema è assolutamente familiare. Il carcere femminile in cui si trova la protagonista Piper Chapman a un certo punto viene dato in gestione a un gruppo privato, il cui obiettivo è tagliare i costi.

Esattamente come avevano previsti i più critici nei confronti della decisione di affidare ai privati la gestione delle prigioni. Del resto, l'amministrazione Usa lo aveva deciso proprio per tagliare il budget pubblico in presenza di una popolazione carceraria che è tra le più alte del mondo occidentale per numero di abitanti.

Non a caso, il Washington Post riferisce che i funzionari del governo americano hanno concluso che i centri di detenzione non pubblici sono meno sicuri e meno efficaci di quelli gestiti dal governo. Il quotidiano riferisce di un memo firmato da Sally Yates, vice segretario alla giustizia, e inviato a tutti i dipendenti del ministero. Nel documento, a quanto rirefisre l'articolo, si fa presente di non rinnovare i contratti con i gestori di prigioni private quando giungeranno a scadenza o di "ridurre notevolmente" la portata di quei contratti. L'obiettivo è "ridurre e alla fine terminare il nostro uso di carceri gestite privatamente".

repubblica.it