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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/09/2016  -  stampato il 11/12/2016


Pestaggi e minacce tra detenuti per assumere il controllo del carcere di Lecce: undici detenuti a processo

Pestaggi e spedizioni punitive per imporre la propria egemonia all’interno di una sezione di Borgo “San Nicola”. A suon di minacce e ritorsioni. Un’alleanza sigillata da un ristretto gruppo di detenuti – composto da leccesi, brindisini ed un barese – per punire chiunque osava opporsi. Ricorrendo sistematicamente a intimidazioni e rappresaglie. Spesso molto violente. Il pubblico ministero Roberta Licci ha emesso un decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di undici detenuti accusati, a vario titolo, di violenza privata aggravata e lesioni personali aggravate: Gianluca Fuso, 40enne e Marco De Tommasi, di 39, entrambi leccesi; Antonio Mogavero, 33 anni, di Campi Salentina; Massimiliano Cordella, 37enne di Nardò; Giuseppe Galiano, 43enne di Mesagne; Luigi Colangelo, 33, di Trani; Pietro Guarnieri, 43enne, di Ostuni; Giovanni Gasbarro, 41enne e Cosimo Rodia, 34, entrambi residenti a Francavilla Fontana; Mario Sciolti, 24enne e Annibale Scolti, di 34, questi ultimi di Fasano. Il processo si aprirà il prossimo 20 settembre dinanzi al giudice monocratico della prima sezione penale Sergio Tosi.

L’inchiesta è stata avviata grazie alle denunce di alcuni detenuti. Stanchi delle aggressioni subite hanno deciso rompere il silenzio e abbattere il muro dell’omertà. Intimidazioni andate avanti per circa tre mesi. Da marzo a maggio di un anno fa. Diversi gli episodi accertati. Per i motivi più disparati. Contro alcuni detenuti affinchè chiedessero il trasferimento in altri reparti o per costringere altri reclusi ad accogliere determinati compagni nella propria cella. C’è poi il caso di un detenuto malmenato perchè ritenuto colpevole di essersi macchiato di reati giudicati infamanti. Lo stesso trattamento sarebbe stato riservato ad un altro detenuto. Non sarebbe stato gradito il ritrovamento di alcuni grammi di marijuana nella sua cella. Venne così punito. Con calci e pugni.

C’è poi l’intimidazione ad un giovane di inscenare una protesta per la qualità del vitto somministrato dall’Amministrazione Penitenziaria. Se si fosse opposto sarebbe stato picchiato. A quasi un anno di distanza alcuni dei presunti responsabili dei pestaggi sono stati trasferiti. Non si trovano più a Borgo “San Nicola”. Un provvedimento resosi necessario in virtù del clima di soggezione e di terrore che si era ormai diffuso tra gli stessi detenuti. Gli indagati sono assistiti d’ufficio dagli avvocati Giovanni Erroi, Fulvio Pedone, Francesca Conte, Vincenzo Pennetta, Evelina Pascariello, Salvatore Piccolo, Silvio Giardiniero, Enrico Cimmino, Michela Mazzotta, Lavinia Gala, Silvio Verri e Giacinto De Spirito.

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