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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/09/2016  -  stampato il 11/12/2016


Su Airola "guerra intestina": Cascini smentisce la versione di Giuseppe Centoni (dirigente DGMC della Campania) e mette sotto accusa i vertici amministrativi per come hanno gestito la rivolta

Non ci sarebbe una guerra tra clan dietro la rivolta scoppiata nel carcere minorile di Airóla. La conferma arriva dopo l'ispezione effettuata nell'istituto di pena della Valle Caudina dal capo del Dipartimento della giustizia minorile, Francesco Cascini, che ha annunciato la nomina di una commissione d'inchiesta sugli episodi di violenza di lunedì scorso.

"È chiaro che non tutti i meccanismi di prevenzione e di ordinata reazione hanno correttamente funzionato", accusa Cascini, accompagnato nel blitz dal magistrato Vincenzo Starila, anche lui in servizio presso il Dipartimento. Secondo quanto ricostruito dagli ispettori a scatenare la protesta sarebbe stato un 19enne condannato per omicidio, affiliato al clan D'Amico, dietro le sbarre del carcere sannita dal luglio 2015, che avrebbe reagito a una punizione. Sotto accusa sono finiti i vertici amministrativi del circuito minorile campano "per come hanno fronteggiato la rivolta", ma gli accertamenti della commissione ispettiva puntano anche a "verificare la complessiva gestione dell'Istituto minorile di Airola".

Cascini ha fornito una più precisa ricostruzione dei fatti, smentendo come denunciato invece dal sindacato di Polizia Penitenziaria, che a favorire gli incidenti sia stata "la gestione contemporanea di minori e di giovani adulti negli istituti minorili". "La protesta - ha spiegato l'inviato del Dipartimento - è risultata connessa, invece, a dinamiche purtroppo non infrequenti in qualunque ambiente detentivo". Tredici i detenuti protagonisti della rivolta, di cui dieci di età compresa tra i 18 e 21 anni, che hanno devastato le celle e lanciato oggetti contro gli agenti (alla fine si conteranno quattro feriti lievi).

Confermato il trasferimento di tré detenuti promotori della protesta presso altri penitenziari della Campania. Ma il capo del Dipartimento della giustizia minorile assicura che d'ora in poi sarà effettuata "una attenta azione di monitoraggio sull'intero sistema penitenziario minorile al fine di ridurre al minimo le possibili criticità derivanti dalla convivenza nelle stesse strutture di minori e giovani adulti ultra-ventunenni, garantendo, per quanto possibile, la suddivisione in gruppi separati". Sulla rivolta di Airóla è intervenuto anche il nuovo vescovo della diocesi di Cerreto Sannita, monsignor Domenico Battaglia, che inizierà la sua missione pastorale con una visita nell'istituto di pena per minori: "Sono vicino agli agenti feriti ma anche ai ragazzi che vivono un malessere".

La Repubblica

Andrea Orlando sulla rivolta dei minorenni di Airola: nessun contrasto tra clan, nessun problema di gestione dei detenuti minorenni con i maggiorenni