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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/09/2016  -  stampato il 06/12/2016


Ex carcere di Procida: un convegno per la prossima riapertura ai turisti

Tre secoli di storia in un luogo di assoluto fascino. Che presto tornerà a vivere. Procida riparte da Palazzo d’Avalos, lo splendido edificio a picco sul mare che domina Terra Murata: dapprima palazzo nobiliare legato al nome di Innico d’Avalos, figlio di Alfonso e Maria d’Aragona, feudatari di Procida; a lungo penitenziario per detenuti, raccontato nel celebre “Detenuto in attesa di giudizio”, film di Nanni Loy con Alberto Sordi. L’immobile – acquisito dal Comune nel 2013 – aveva chiuso i battenti nel 1988.

Ora tornerà visitabile, in attesa della sua piena valorizzazione, che intanto è oggetto di un convegno, organizzato con l’Enea (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), le università napoletane, le soprintendenze e il museo Madre e in programma il 16 settembre alla chiesa di Santa Margherita Nuova.

“L’apertura dell’ex carcere al pubblico rappresenta il primo passo per un percorso collettivo e virtuoso. – spiega l’assessore Antonio Carannante, che ha la delega ad hoc per Terra Murata – Palazzo d’Avalos deve iniziare ad essere davvero bene comune”. Finestroni a picco sul mare del Golfo di Napoli, brandine arrugginite, feritoie: tutto, qui, è suggestione. Quanto al futuro, dopo l’approvazione del piano particolareggiato, il Comune proporrà una prima fase esplorativa, aperta anche all’imprenditoria dell’isola. “L’obiettivo è creare un polo culturale-artistico e scientifico di altissimo livello”, aggiunge Carannante.

Ma il luogo è soprattutto identità e memoria: polverosi dettagli - le telerie, l'officina meccanica all'ingresso dell'istituto, le grate arrugginite che lasciano intravedere il blu del mare verso la terraferma - ricordano la prigionia e c’è chi, come l’ultimo medico dei carcerati, Giacomo Retaggio, snocciola aneddoti d’un tempo andato, di cui il Palazzo resta fedele custode attendendo di conoscere il suo destino.

Per chiarirsi le idee, arriva dunque un convegno che è un vero e proprio crocevia: tra i relatori, a partire dalle 10:30 del 16 settembre, Luisa Bossa (Commissione Politiche dell’Unione Europea per la Camera dei Deputati), Serena Angioli (assessore ai Fondi Europei per la Regione Campania) e Giannina Usai (Presidente Comitato Tecnico dell’Ancim). Palazzo d’Avalos vivrà sotto i riflettori tra passato (previsto anche un intervento del critico cinematografico Enrico Ghezzi) e futuro (interverranno Rosalba Iodice, co-redattrice del programma di valorizzazione (firmato per la parte economica da Enzo Peruffo e per il Comune dall’ex sindaco Vincenzo Capezzuto) e il professore
 Francesco Izzo, ordinario di Strategia d’Impresa presso il Dipartimento di Economia della Seconda Università di Napoli).

Di paesaggio e tradizione parleranno la direttrice della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Napoli presso il Ministero dei Beni Culturali Adele Campanelli e la referente per Napoli e Procida Paola Bovier. Prevista anche la presenza di Silvia Velo, sottosegretaria del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare.

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