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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/10/2010  -  stampato il 09/12/2016


Nuova Kostner, ritorno da regina

La bella notizia arriva nella notte di sabato, in parte inattesa: perchè non si poteva pretendere che Carolina Kostner, dopo lo stop per infortunio al ginocchio in agosto, riuscisse subito a dominare il campo fin dalla prima prova dell’ISU Grand Prix. Ed invece Carolina ha trionfato a Nagoya (22/23 ottobre) l’NHK Trophy, appuntamento che ha segnato l’inizio del circuito iridato: un successo fondato sulla ritrovata sicurezza – con il ritorno all’eremo di Oberstdorf e alle cure di Michael Huth – e su una prestazione elegante nell’esecuzione, ma senza chiedere troppo sul piano delle figure (scelta giudiziosa). La Kostner migliore, che non forza la sua natura di interprete sensibile alle esigenze artistiche della disciplina: nelle sue corde anche la scelta delle musiche, con un flamenco galiziano nel “corto” e le note di Debussy (“Pomeriggio di un fauno”) per il “libero”. E’ bastato per primeggiare nello “short program” all’esordio sul ghiaccio giapponese (57.27, davanti a Murakami, 56.10, e a Rachael Flatt, 53.69), mentre solo 1/100 di punto ha diviso la campionessa della Fiamme Azzurre dall’americana Flatt (107.34 contro 107.35 dell’ex ragazzina-prodigio statunitense, campionessa mondiale juniores nel 2008). E così Carolina ha ottenuto la sua terza vittoria della carriera in Coppa del Mondo, dopo Sendai 2007 e Mosca 2008: 164.61 il totale, non male per un debutto stagionale assoluto con giurie ufficiali, che lascia indietro proprio la Flatt (161.04) e la giovanissima giapponese Kanako Murakami, iridata juniores in carica (150.16). Che l’atleta della Polizia penitenziaria sia già a buon punto lo dicono anche le credenziali delle battute: a cominciare dalla campionessa mondiale di Torino 2010, Mao Asada (solo 8^: ma la nipponica si è presentata in condizioni improponibili per questi livelli).Se la vittoria di Carolina ha lasciato moderatamente euforici, un pizzico di rammarico per il 5° posto di Anna Cappellini e Luca Lanotte: soprattutto perché i due ragazzi lombardi arrivavano dalla convincente prestazione di Oberstdorf (2° posto in un “Nedelhorn Trophy” di eccezionale profilo nella danza su ghiaccio). Dopo una discreta esibizione nella “short dance”, prima prova del rinnovato programma della specialità (quarti con 55.68, con l’argento dei canadesi Weaver e Poje a portata di mano), la coppia delle Fiamme Azzurre ha dovuto mettere da parte le ambizioni di podio per un paio di errori nel “libero”: e così alla fine hanno dominato le formazioni nordamericane (primi gli statunitensi: Davis-White, 165.21, poi i canadesi Weaver-Poje, 141.57, e terzi gli altri americani Shibutani-Shibutani, 136.93), mentre Anna e Luca hanno chiuso al 5° posto con 127.43.
E così bisognerà cercare di risalire la china nel prossimo appuntamento di Portland, tra tre settimane: anche con la Kostner, alla ricerca del piazzamento che possa farle meritare l’ammissione alla finale dell’ISU Grand Prix di Pechino in programma a dicembre.

Fonte: polizia-penitenziaria.it