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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/09/2016  -  stampato il 07/12/2016


Detenuto nel carcere di Aosta sfascia la cella e ferisce quattro Agenti di Polizia Penitenziaria

Quattro agenti di Polizia Penitenziaria sono rimasti feriti nella collutazione con un detenuto nella casa circondariale di Brissogne. "Una situazione allucinante" denuncia il Sappe dando notizia di quanto accaduto.

L'episodio, riferisce il sindacato, risale a ieri, mercoledì: "un detenuto rumeno ha dato in escandescenza ed ha sfasciato completamente la sua cella. Nelle fasi concitate dell'evento critico, il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari di servizio ha impedito più gravi conseguenze, anche se il ristretto aveva già distrutto un tramezzo. Solo grazie alla professionalità e allo zelo del personale di Polizia Penitenziaria si è riuscito a riportare alla calma il detenuto, ma 4 poliziotti sono rimasti feriti".

Donato Capece, segretario generale del Sappe, chiede l'intervento del ministro e del capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria: "Quello di Aosta - accusa - è l'ennesimo grave evento critico che avviene in un carcere da parte di un detenuto straniero. E' solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del Sappe per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziarie".

Ancora Capece spiega che i detenuti nelle carceri italiane sono oltre 18mila. "Fare scontare agli immigrati condannati da un tribunale italiano con una sentenza irrevocabile la pena nelle carceri dei Paesi d'origine può anche essere un forte deterrente nei confronti degli stranieri che delinquono in Italia" afferma. "Le espulsioni di detenuti stranieri dall'Italia sono state fino ad oggi assai contenute, oserei dire impercettibili. E credo si debba iniziare a ragionare di riaprire le carceri dismesse, come l'Asinara e Pianosa, dove contenere quei ristretti che si rendono protagonisti di gravi eventi critici durante la detenzione" conclude il segretario generale.

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