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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/09/2016  -  stampato il 10/12/2016


Le Paralimpiadi di Rio delle Fiamme Azzurre: il racconto del tecnico Stefano Ciallella

C’è anche un molisano dietro il bottino da record (ben 39 medaglie!) ottenuto dagli atleti italiani alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro che si sono concluse qualche giorno fa. Si tratta di Stefano Ciallella, originario di Roccamandolfi, un passato di alto livello nell’atletica leggera, nel mezzofondo in particolare, ora direttore tecnico dell’atletica leggera della sezione paralimpica delle Fiamme Azzurre, il gruppo sportivo della Polizia Penitenziaria, primo gruppo militare ad aderire al Comitato Paralimpico.

Ciallella, che nel 2013 ha fatto da guida alla cantante (vincitrice di Sanremo nel 1998) e atleta Annalisa Minetti nella conquista della medaglia d’oro negli 800 metri ai campionati mondiali paralimpici di Lione, è stato uno dei componenti della spedizione brasiliana, seguendo da vicino nella preparazione tre atleti e gioendo per i loro successi. Si tratta della conosciutissima (in quanto volto della Domenica Sportiva della Rai della passata stagione) Giusy Versace, impegnata nei 100, 200 (conquistando la finale) e 400 metri piani,  Arjola Dedaj, protagonista nei 100 e 200 metri e nel salto in lungo (in cui ha stabilito il nuovo record italiano con 4,51 metri) e, soprattutto, Alvise De Vidi, medaglia di bronzo sui 400 metri (dopo aver corso anche i 100), un vero e proprio mito essendo arrivato alla settima olimpiade, conquistando in totale, da Seul a Rio, 16 medaglie, oltre a 36 trofei internazionali.

“Inutile dire che è stata una esperienza stupenda, indimenticabile, e non solo da un punto di vista sportivo. Per me, che partecipavo per la prima volta ad una manifestazione a cinque cerchi – dice Ciallella, rientrato in Molise non appena sbarcato a Fiumicino – si è trattato soprattutto di un momento formativo importante. Vivere per dieci giorni a stretto contatto con i tanti atleti delle varie nazioni mi ha permesso di conoscere metodi di allenamento innovativi con utilizzo di protesi e ausili, fondamentali per gli atleti disabili, all’avanguardia e diversi anche sulla base dei budget a disposizione. E poi c’è stata la grossa soddisfazione di vedere protagonisti molti degli atleti delle Fiamme Azzurre, come Alberto Simonelli e Elisabetta Mijno, rispettivamente argento e bronzo nel tiro con l’arco, Giancarlo Masini e Andrea Tarlao, entrambi bronzo nel ciclismo, oltre alle belle prestazioni di Matteo Betti nella scherma e Andrea Borgato nel tennistavolo”.

Particolare anche l’atmosfera vissuta a Casa Italia, la struttura in cui gli addetti ai lavori si ritrovano per seguire le gare e festeggiare insieme i successi (nella foto, Ciallella con, alla sua destra, Giusy Versace; alla sua sinistra, Arjola Dedaj; alle spalle, Elisa Bettini, guida della Arjola).

“Il clima a Casa Italia è particolare e coinvolgente. Si tifa tutti insieme per gli atleti italiani e si festeggia per ogni risultato raggiunto. Tutto ciò – aggiunge il tecnico della Fiamme Azzurre – grazie all’enorme lavoro svolto da Luca Pancalli, presidente nazionale del Comitato Italiano Paralimpico, che negli ultimi anni ha dato una spinta enorme a questo movimento. Lui è uno che non  lascia nulla al caso, che crede fino in fondo in tutto ciò che fa e che è riuscito, con la sua opera, a dare una nuova vita a chi, in un modo o in un altro, ha la sfortuna di essere disabile. Anzi, frequentando questi atleti, a volte si ha la sensazione che la disabilità sia quasi un valore aggiunto in termini di determinazione nel voler raggiungere gli obiettivi prefissati”.

Infine, non può mancare un accenno all’argomento del giorno: il no del sindaco di Roma alle Olimpiadi e Paralimpiadi 2024.

“Senza assolutamente voler entrare in qualunque discorso politico, che non mi compete, ma affrontando la questione solo dal punto di vista del tecnico, ritengo – afferma Ciallella – che il no sia una enorme occasione persa sia per l’Italia, sia per i disabili. Infatti, come ha sottolineato proprio Pancalli, che è anche vicepresidente del Comitato promotore di Roma 2024, i giochi a cinque cerchi in Italia potrebbero servire per sensibilizzare l’opinione pubblica e aiutare i disabili con le infrastrutture. Speriamo in un ripensamento, perché a Rio tutti gli addetti ai lavori non italiani parlavano di Roma 2024 e davano per scontata l’assegnazione alla nostra capitale”.

Infine, una promessa per il Molise. “Spero di riuscire a portare quanto prima nella nostra regione gli atleti paralimpici per far conoscere da vicino quest’altro modo di vivere lo sport”.

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