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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/09/2016  -  stampato il 08/12/2016


Don Rigoldi lancia l''allarme: inl carcere minorile del Beccaria al degrado

Una situazione insostenibile. "I muri sono sporchi, pieni di scritte; tutto è vecchio, ammuffito e non c'è in vista nessun intervento vero di risanamento. Nemmeno la cappella è utilizzabile e io dico messa nella sala colloqui, sbaraccando tutti i tavoli, come in un campo di guerra". Il grido di dolore del cappellano del carcere minorile Beccaria, don Gino Rigoldi, che promette di essere pronto a iniziare lo sciopero della fame se le cose non cambieranno, finisce all'attenzione del ministro della giustizia Andrea Orlando.
 
Don Rigoldi, cappellano dell'istituto minorile da 42 anni, si sta battendo per i "suoi" ragazzi, 60 under 18 divisi fra rom, latinos e figli di 'ndranghetisti finiti dentro con accuse che vanno dallo spaccio alla rapina, dall'omicidio allo stupro. "Per me non conta quello che hanno fatto in passato, ma quello che potrebbero dare e diventare in futuro, se solo ci fossero le condizioni. Anche se, certo, per come è messo oggi l'istituto, c'è da mettersi a piangere, più che sperare in un recupero di questi giovani".
Va tutto male - dice - l'edificio è brutto, sporco, cadente. Non funziona niente, non ci sono abbastanza attività e corsi di formazione, i ragazzi sono scoraggiati, annoiati, umiliati, anche arrabbiati. Quindi non sempre si comportano bene, rispondono male, protestano, finiscono in punizione, vengono denunciati. Io non ho mai visto tante denunce come in questi mesi a carico dei ragazzi. Ma la Procura che dice, dov'è?". Il sacerdote denuncia le condizioni in cui versa l'istituto di pena di via Calchi Taeggi, al Giambellino, e quelle di vita di vita dei ragazzi, "demotivati, spesso lasciati al loro destino, perché poche cose funzionano: bisognerebbe fare molto di più per evitare che uscendo tornino al crimine. D'estate si muore di caldo, la piscina è chiusa, il campo di calcio non si può usare perché c'è un cantiere per una ristrutturazione che non finisce mai". Vittime del sistema, ma anche baby criminali. "Sono ragazzi che hanno commesso reati e che devono fare un percorso. Ma ad esempio, i latinos delle "feroci" baby gang, me li sono anche portati al mare. Sono stati angeli".
 
L'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino ha sollecitato il deputato Pd Emanuele Fiano, che ha segnalato il caso al ministro. "Chiediamo un intervento del ministero per verificare che cosa sta succedendo", sottolinea Majorino. "Credo che il ministro Orlando debba interessarsi subito, l'allarme di don Gino è troppo serio per cadere nel vuoto. Il Beccaria è un pezzo di città e noi non vogliamo certo girarci dall'altra parte". Fiano aggiunge che un'ispezione è già stata disposta: "Il direttore del Dipartimento della giustizia minorile farà visita a Milano a breve, come disposto dal ministro Orlando per verificare e affrontare i diversi problemi dell'istituto segnalati da don Rigoldi". Sul caso è intervenuto, con un'interrogazione, anche il senatore pd Franco Mirabelli.
 
Arrivano dunque risposte all'appello del don, "custode" del carcere minorile che era stato un modello per tutta Italia. "Lo era - ammette Rigoldi - ma da qualche tempo le cose sono rapidamente peggiorate. E non c'è minimo segnale di una volontà seria di far partire per esempio quei corsi che aiuterebbero i ragazzi a imparare un mestiere, in modo da evitare la ricaduta nel crimine, una volta scontata la pena. Quando escono, c'è il deserto e tutti loro vengono da ceti poverissimi, l'unica strada rimane l'illegalità".

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