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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/09/2016  -  stampato il 05/12/2016


Carminati fa socialitÓ al 41-bis con mafioso collegato a Matteo Messina Denaro e il DAP interviene

«Come è potuto accadere che Massimo Carminati, imputato principale nel processo per "mafia Capitale", si ritrovi nel supercarcere di Parma a condividere le sue ore di socialità con un capomafia direttamente legato al latitante Matteo Messina Denaro?». Se lo chiede il vicepresidente della Commissione nazionale antimafia Claudio Fava dopo aver appreso dalla pubblicazione dell'Espresso delle intercettazioni tra il Cecato e il boss di Cosa nostra.

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«Giulio Caporrimo, capo della famiglia di San Lorenzo e uomo di fiducia di Messina Denaro, raccoglie in carcere le confidenze, i progetti e le minacce di Carminati, nonostante il regime del 41 bis dovrebbe impedire proprio questo tipo di contiguità. È una svista? Una sottovalutazione? Un'altra, dopo le lunghe confidenze scambiate in carcere tra Riina e Lorusso? Lo chiederemo al ministro della giustizia Orlando», conclude Claudio Fava.

espresso.repubblica.it

 

Nel caso di "Massimo Carminati, come di molti altri detenuti appartenenti al regime speciale, l'assegnazione all'Istituto di Parma è stata preventivamente concordata con le Procure Distrettuali Antimafia competenti e con la Direzione Nazionale Antimafia". E "parimenti è stata concordata" con Dna la formazione dei gruppi di socialità, informando anche la Procura di Roma.

E' quanto precisa il Dap, Dipartimento amministrazione penitenziaria, in merito a quanto scritto dall'Espresso, che ha denunciato come Carminati, imputato principale nel processo Mafia capitale, sia detenuto nel supercarcere di Parma in regime di 41 bis e condivida le sue ore di socialità con Giulio Caporrimo, boss di Cosa nostra legato al latitante Matteo Messina Denaro. Una vicenda su cui ieri è intervenuto anche il vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia Claudio Fava. "Il 19 marzo 2015 - spiega il Dap in una nota - Carminati veniva sorpreso mentre dalla propria cella, rivolgendosi verso quella limitrofa di altro compagno appartenente al medesimo gruppo di socialità, pronunziava alcune frasi che sono state puntualmente e doverosamente annotate dal personale in servizio presso l'istituto di Parma. Quella relazione è stata immediatamente trasmessa alle competenti autorità giudiziarie ed è confluita agli atti del processo". L'assegnazione dei detenuti in regime di 41 bis"è disposta dalla Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento". 

Per Carminati come per altri, l'assegnazione a Parma è stata concordata con la la Direzione Nazionale Antimafia e "a questo scopo, da ultimo in data 4 maggio 2015, si è tenuta presso la Dna una riunione relativa, tra l'altro, alla allocazione di taluni detenuti presso la nuova struttura di Sassari, che sarebbe stata aperta da lì a breve". Con le autorità giudiziarie è stata concordata anche la formazione dei gruppi di socialità, che per i 41 bis "viene preventivamente trasmessa alla DNA per ogni eventuale osservazione". In particolare, per Carminati "l'indicazione del gruppo di socialità è stata formulata con nota del 13 gennaio 2015, diretta oltre che al Procuratore Nazionale Antimafia, anche al Procuratore della Repubblica di Roma".

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