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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/09/2016  -  stampato il 04/12/2016


Poliziotti, detenuti, associazioni e garante, tutti d''accordo contro la direttrice del carcere Stefania Mussio

Sciopero della fame a oltranza per protestare contro la direttrice del carcere. Oltre la metà dei quaranta detenuti del penitenziario di Sondrio da ieri rifiuta il cibo e chiede di poter parlare con il garante nazionale per denunciare una gestione che «ci rende la vita impossibile».

Nel mirino dei detenuti (e non solo) c’è Stefania Mussio, da poco più di un anno al vertice del carcere di Sondrio, dove è arrivata dopo un allontanamento tutt’altro che indolore dal penitenziario di Lodi. Giusto il tempo di insediarsi ed è iniziato il braccio di ferro con i carcerati, i rappresentanti della Polizia Penitenziaria, persino le associazioni di volontariato che facevano servizio nella struttura e, una dopo l’altra, hanno gettato la spugna. Ha rassegnato le dimissioni anche il garante dei detenuti, Francesco Racchetti.

Appelli e richieste sono caduti nel vuoto e nelle scorse ore i detenuti hanno deciso di farsi sentire con una protesta eclatante. In una lettera inviata al Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria i carcerati hanno denunciato nuovamente la «situazione impossibile» e hanno annunciato lo sciopero della fame a oltranza «finché non incontreremo il garante dei detenuti e non saranno presi provvedimenti».

La direttrice ha fatto terra bruciata. Il garante dei diritti dei detenuti ha rinunciato all’incarico: «Era diventato impossibile svolgere il mio servizio e dopo cinque anni ho dato le dimissioni — conferma Francesco Racchetti —. In passato avevamo lavorato bene e ottenuto risultati importanti, ma la nuova direttrice ha fatto in modo di fatto di impedirmi persino i colloqui con i detenuti».

Una dopo l’altra, le associazioni che organizzavano attività e corsi in carcere hanno rinunciato. A malincuore hanno fatto un passo indietro persino gli operatori del Gruppo di Volontariato Vincenziano, che da 35 anni erano una presenza fissa per i carcerati. «Il clima è cambiato profondamente, è diventato meno favorevole — dice la presidente dei Vincenziani di Sondrio Elvira Tralli Valenti —. Abbiamo cercato invano un contatto costruttivo ma non è stato possibile. I problemi erano troppi e, con rammarico, abbiamo deciso di interrompere il servizio». «Il garante non poteva più incontrare i detenuti e tutti i gruppi hanno avuto difficoltà e hanno interrotto i servizi — aggiunge Tralli Valenti —. Seguiamo comunque dall’esterno la situazione e cerchiamo di stare vicino ai carcerati. Capiamo quello che provano perché la situazione è davvero difficile e speriamo che qualcosa possa cambiare».

milano.corriere.it

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