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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/09/2016  -  stampato il 04/12/2016


Detenuti con problemi psichici nel carcere di Bolzano: insufficienti i posti nelle REMS

I posti nelle Residenze di cura e sicurezza sono assolutamente insufficienti. Documento di diffida al ministero dei giudici bolzanini. Carcere super affollato.

La riforma che ha portato alla soppressione degli ospedali psichiatrici giudiziari sta creando non pochi problemi anche in Alto Adige a seguito della clamorosa sottovalutazione del fabbisogno di strutture in grado di prendersi cura di persone finite nei guai con la giustizia ma risultate psichicamente labili e socialmente pericolose.

Gli ospedali psichiatrici giudiziari sono stati sostituiti dalle cosiddette Rems (Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza) che però sono state dislocate su base regionale e sono risultate completamente insufficienti a far fronte alle necessità. In sostanza le Rems sono strutture ricettive a carattere sanitario. Rispondono anche a criteri di custodia poiché accolgono pazienti con disturbi psichici, autori di reato, ritenuti socialmente pericolosi. Per il Trentino Alto Adige le Rems sono state attivate a Pergine ma vi è stata una totale sottovalutazione delle necessità. A Pergine infatti sono disponibili appena dieci posti, cinque riservati all'Alto Adige e altrettanti al Trentino. Ma sono maledettamente pochi.

La situazione sta creando problemi a catena in quanto diversi detenuti con problemi psichici che avrebbero bisogno di essere ricoverati in questa strutture (che sono anche di cura) sono costretti a restare in carcere con inevitabili problemi di convivenza con gli altri detenuti. Qualche giorno fa alcuni giudici di Bolzano hanno deciso di inviare una nota di diffida al dipartimento per l'amministrazione penitenziaria facendo presente l'impossibilità di trovare soluzioni per un trattamento adeguato di alcuni detenuti problematici.

Anche perché nessuno dei detenuti può essere obbligato ad accettare un determinato trattamento farmacologico. In altre parole anche a fronte di comportamenti allarmanti di determinati detenuti, nessuno in carcere può pensare di imporre ad un soggetto problematico nemmeno un semplice calmante. E allora cosa succede? In alcuni casi, quando non si sa come poter affrontare l'emergenza, si cerca una soluzione temporanea ricorrendo al reparto psichiatrico dell'ospedale di San Maurizio che però solitamente, dopo un massimo di due giorni di trattamento sanitario, rimanda il paziente/detenuto in cella. La situazione è resa ancora più drammatica dal fatto che il carcere di Bolzano è tornato super affollato (120 persone e più) con una buona parte di detenuti (circa la metà) alle prese con problemi di tossicodipendenza e sieropositività.

Alto Adige

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