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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/10/2016  -  stampato il 09/12/2016


Allarme anti aggressione fuori uso: Poliziotto penitenziario aggredito da detenuto in regime di celle aperte e sorveglianza dinamica

Aggredito da un detenuto in carcere, un agente di Polizia Penitenziaria in servizio a Cremona non ha potuto fare affidamento sull’allarme del Reparto perché fuori uso. Lo denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe. “Sabato sera, un detenuto italiano di circa 25 anni, con posizione giuridica definitivo per reati contro il patrimonio, ha aggredito senza alcuna ragione un agente di Polizia Penitenziaria che è poi dovuto ricorrere alle cure dell’Ospedale civile.

L’agente era solo nella Sezione detentiva e, grazie alla sorveglianza dinamica, il detenuto era libero di muoversi tra i reparti. L’agente avrebbe tentato di attivare il pulsante di allarme contro le aggressioni presente nel Reparto ma la stesso non funzionava… Così è lasciata la Polizia Penitenziaria a Cremona, allo sbando e senza alcuna tutela: una vergogna”, spiega il segretario regionale Sappe della Lombardia Alfonso Greco, che esprime al poliziotto ferito “solidarietà e vicinanza”.

Il segretario generale del Sappe Donato Capece sottolinea che “la Polizia Penitenziaria, nelle diciotto carceri della Regione Lombardia, è formata da persone che nonostante l’insostenibile, pericoloso e stressante affollamento – al 31 agosto scorso erano infatti detenute nelle celle 7.927 persone rispetto ai 6.120 posti letto regolamentari – credono nel proprio lavoro, che hanno valori radicati e un forte senso d’identità e d’orgoglio, e che ogni giorno in carcere fanno tutto quanto è nelle loro umane possibilità per gestire gli eventi critici che si verificano quotidianamente, soprattutto sventando molti suicidi di detenuti o contenendo gli effetti devastanti di altrettanto numerosi atti di autolesionismo”.

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