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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/10/2016  -  stampato il 11/12/2016


Poliziotto penitenziario arrestato per pedofilia: avrebbe adescato minorenni su internet con falso profilo

Aveva creato un falso profilo su facebook in cui aveva 16 anni, per nascondere la sua vera identità e soprattutto la sua età: è stato arrestato con accuse pesanti un agente di Polizia Penitenziaria di 53 anni di Vercelli accusato di aver adescato minorenni sul social network, ma anche nella realtà. G.I., queste le sue iniziali, cercava di conoscere e farsi mandare fotografie di adolescenti nude, e in un paio di casi c’è anche riuscito.

L’inchiesta del sostituto procuratore Francesco Saverio Pelosi è partita dalla denuncia del padre di una sedicenne che si è accorto delle attenzioni che l’agente, amico di famiglia, stava riservando alla figlia. Da alcuni anni infatti l’uomo aveva cominciato a frequentarla, andando ogni tanto a prenderla a scuola, ufficialmente con la scusa di dare una mano al padre nell’organizzazione familiare. L’agente la importunava con messaggi espliciti e richieste a sfondo sessuale. Nella misura cautelare emessa nei suoi confronti è contestato anche un episodio in cui l’avrebbe palpeggiata e molestata quando aveva 12 anni e si era fermata a dormire a casa sua. In cambio di alcune foto “osé”, l’adolescente avrebbe ricevuto un telefono cellulare in regalo. Un giorno però lei si è confidata con una zia, che si è messa a indagare e a sua volta ha creato un falso profilo facebook per “stanare” il pedofilo, riuscendo così a scoprire che si era creato anche
 l’identità di sedicenne.

Proprio utilizzando il social network, era riuscito ad adescare anche altre tre ragazzine. Una, di soli 12 anni, aveva accettato la proposta di inviargli foto delle sue parti intime, pensando di mandarle però a un ragazzino poco più grande di lei. Durante le indagini è stato trovato materiale pedopornografico nel suo computer, e gli inquirenti sono convinti di trovarne molto altro dall’esame del suo telefono. 

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