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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/10/2010  -  stampato il 08/12/2016


Vicenza, un milione 200 mila euro per caserma e sicurezza

«È arrivato un milione di euro». Per la precisione la somma è di un milione 251mila 971, 90 euro. Sono 600 mila euro in più rispetto a quelli annunciati dal sottosegretario alla Giustizia Elisabetta Alberta Casellati che lo scorso giugno aveva fatto visita alla casa circondariale di Vicenza annunciando lo stanziamento di 600 mila euro per la caserma della polizia penitenziaria all'interno del carcere. Sono soldi gestiti direttamente dal Provveditorato regionale - ricorda il direttore del carcere di Vicenza Fabrizio Cacciabue - che serviranno metà per la ristrutturazione di un'ala della caserma che in parte è inagibile e un'altra parte per l'adeguamento degli impianti di sicurezza del carcere. Di più il direttore non può dire, anche perché si tratta di progetti gestiti a livelli superiori, come non è ancora noto al momento quando avverrà l'inizio dei lavori. Ma per somme così attese e così rilevanti ormai in dirittura d'arrivo, ci sono altri problemi che riguardano la struttura carceraria e non sono quelli legati al cronico sovraffollamento. Una lettera arrivata da un impiegato denuncia una situazione di disagio nel lavoro quotidiano: «Le tubature sono rotte o marce, come effetto ci ritroviamo ogni anno, a partire da ottobre, non appena la temperatura comincia a calare ad affrontare la condizione d'emergenza riguardo al freddo. Negli uffici amministrativi, dove lavorano una quarantina di persone tra civili e poliziotti penitenziari, ci ritroviamo sempre a lavorare senza riscaldamento. È vero che ogni ufficio dispone di un condizionatore, anche se in realtà qualcuno di essi non funziona, ma non è una soluzione perché il fatto di accenderli per 6/7 ore ci fa respirare tutte le polveri a causa degli automezzi che ogni giorno passano vicino alle finestre. È possibile - viene chiesto nella lettera - che in un'amministrazione pubblica come quella penitenziaria non si riesca a risolvere in modo definitivo la questione? Le amministrazioni periferiche come quella del carcere di Vicenza vengono sempre bistrattate, il rischio per noi è di ammalarsi». Questione ben conosciuta al direttore Fabrizio Cacciabue: «Confermo, i lavoratori sono al freddo, sono al freddo anch'io. Lo scorso autunno abbiamo fatto interventi costosi, ma le tubature risalgono al 1985 e bisognerebbe rifarle tutto. Qualcosa si è tamponato, la parte che riguarda la reclusione per il momento è a posto, ma il resto no, ci sono altri punti di perdita. Bisognerebbe fare una nuova ricerca di guasti, servono 6 mila euro, sto aspettando la determinazione dal Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria. Soldi non ce ne sono, abbiamo raschiato i resti del capitolo. Lo scorso anno abbiamo speso 15 mila euro, ne servono altri. Intanto siamo al freddo». R.B.

 

Fonte: ilgiornaledivicenza.it