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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/10/2016  -  stampato il 03/12/2016


Orlando: immagine della Polizia Penitenziaria andava tutelata. Il Ministro torna sulle dichiarazioni di Clemente Russo al Grande Fratello Vip

Il ministro della Giustizia commenta ancora il caso Clemente Russo: "Dovevo dire ai cittadini che la Polizia Penitenziaria in qualche modo non coincide con quell'immagine che veniva data".

Liquida così la questione Grande Fratello Vip il ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

In un'intervista esclusiva che andrà in onda domani sera a Matrix (Canale 5, ore 23.30), il ministro della Giustizia Andrea Orlando spiega perché ha chiesto al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria di valutare i comportamenti di Clemente Russo, pugile in forza al gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre, espulso lunedì scorso dalla casa del Grande Fratello Vip e finito sott’accusa per espressioni ritenute ingiuriose e rivelatrici di misoginia e omofobia.

"La Polizia Penitenziaria è la polizia delle garanzie, cioè quella che deve, da un lato tutelare la sicurezza dei cittadini, ma dall'altro anche garantire l'incolumità di chi è recluso", ha detto il Guardasigilli in un'intervista esclusiva a Nicola Porro, che andrà in onda domani sera aMatrix, "Ed è del tutto evidente che un'espressione come quella si addice poco a questo tipo di ruolo e di funzioni".

Commentando le confessioni di Stefano Bettarini, il pugile aveva detto che una donna che tradisce va uccisa. Dopo le polemiche scoppiate, Orlando aveva chiesto al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria di valutare i comportamenti dell'atleta, poi espulso dalla casa del Grande Fratello Vip.

"La cosa semplice era dire ai cittadini che la Polizia Penitenziaria in qualche modo non coincide con quell'immagine che veniva data", sottolinea Orlando, ricordando che mesi fa il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria "ha sanzionato dei poliziotti perché avevano inneggiato alla morte di un detenuto che era avvenuta all'interno di un carcere". "Eppure si trattava di un profilo Facebook, si trattava di una cosa che aveva assolutamente minor rilievo mediatico", spiega ora, "Siccome il caso Russo è una cosa di cui si discute e va nelle case di molti italiani, con un seguito significativo, mi pareva molto importante che, in qualche modo, questo messaggio arrivasse in modo tempestivo".

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