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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/05/2013  -  stampato il 02/12/2016


Associazione della Polizia Penitenziaria Anppe intitola la sede di Aversa ad Agente Gennaro De Angelis

“La Polizia Penitenziaria ieri oggi e domani”. E' il tema dell’incontro che ha visto l’inaugurazione di Aversa della sezione Anppe (Associazione nazionale Polizia Penitenziaria) di Aversa, intitolata all’agente Gennaro De Angelis, padre dell’ex sindaco di Cesa Vincenzo De Angelis, ucciso il 15 ottobre 1982 e riconosciuto vittima del dovere e della criminalità organizzata. L'evento si è tenuto al centro culturale “Caianiello” (ex Macello) di via Tristano, su iniziativa del vicesindaco di Aversa, Nicla Virgilio.

Alle 15.30 è stata scoperta una targa in via Garofalo, poi tappa al centro “Caianiello” per il convegno a cui erano presenti il vicesindaco Virgilio, il dottor Donato Capece, presidente dell’Anppe nazionale e segretario generale del Sappe, il procuratore capo di Nola Mancuso, il dottor De Feo, il dottor Mascone, l’avvocato Trofino, il commissario Rosano, insieme ai familiari di De Angelis.

“Ringrazio l’Anppe – ha detto l’assessore Virgilio – per aver reso la città di Aversa nuovamente protagonista di uno dei dibattiti più interessanti a livello nazionale e anche più delicati come quello del sistema carcerario e del sovraffollamento delle carceri e soprattutto del complicato e difficile ruolo del poliziotto penitenziario che nonostante gli enormi passi avanti fatti nel riconoscere loro grande dignità, coraggio e senso di devozione  ancora oggi si fa fatica a conferirgli il giusto valore e merito, causa il peso di un mestiere difficile e lo scotto da pagare: essere uomini dello Stato all’interno di quel non-luogo che è il carcere”.

“Ad Aversa – ha aggiunto il vicesindaco – c’è la scuola di formazione di Polizia Penitenziaria presso il Castello Aragonese e l’Ospedale psichiatrico giudiziario, struttura questa più antica e più grande d’Italia che non deve essere vista solo come un luogo di detenzione ma anche come luogo di rieducazione e inserimento dei detenuti nell’ambito delle attività sociali, come dimostra l’area verde in cui attualmente, grazie ad un progetto di collaborazione con enti privati, si effettua l’ippoterapia”.

“Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa”, ha commentato Vincenzo De Angelis, figlio di Gennaro, che, commosso, ha tratteggiato brevemente la figura del padre: “Era una persona forte caratterialmente, una persona onesta. Anche se l’ho avuto per pochi anni per me è stata una guida importante e lo è ancora tutt’oggi”.

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