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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/10/2016  -  stampato il 03/12/2016


Arrestato di nuovo l''attore del film girato in carcere Cesare deve morire: traffico internazionale di stupefacenti

Anche Giovanni Arcuri, ex detenuto e attore protagonista del film dei fratelli Taviani “Cesare deve morire!”, è tra gli arrestati nel maxi blitz contro il traffico internazionale di droga sgominato nel tribunale di piazzale Clodio a Roma. Arcuri non è l’unico ex detenuto finito in manette tra i 14 arrestati nel maxi blitz, tra loro c’è anche Sergio Boeri, che è stato il primo a conseguire la laurea in giurisprudenza nel carcere di Rebibbia. I due sono accusati di aver preso parte al traffico di droga che dalla Spagna, dal Venezuela e dal Brasile portava grandi quantitativi di cocaina da rivendere poi nel mercato italiano. Tra i 13 arresti anche Gaia Mogherini, figlia di un fratellastro dell’ex ministro degli esteri e attuale Alto rappresentante della Ue per gli affari esteri, Federica Mogherini.

Sara Menafra su Il Messaggero scrive che l’arresto dei due ex detenuti ha portato a riconsiderare anche i meccanismi di reinserimento dei carcerati nel mondo lavorativo. Una riflessione necessaria secondo il procuratore aggiunto Michele Prestipino. Da detenuti modello, reinseriti nella società, a leader dell’organizzazione criminale che proprio nel bar del tribunale portava la droga da tutto il mondo:

“Giovanni Arcuri è stato uno dei protagonisti principali del film dei fratelli Taviani, girato con la compagnia teatrale di Rebibbia, Cesare deve morire! vincitore dell’Orso d’oro a Berlino e di cinque David di Donatello; Sergio Boeri è stato il primo detenuto a conseguire la laurea in giurisprudenza nel carcere di Rebibbia e da semilibero aveva preso a frequentare piazzale Clodio dove stava seguendo il praticantato. Proprio i corridoi del tribunale, il bar, la sala avvocati e lo studio dove provava a diventare avvocato si sarebbero però trasformati nel centro di un’organizzazione capace di trafficare «cocaina dalla Spagna, dal Venezuela e dal Brasile», come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare. «E’ necessario avviare una riflessione in materia di concessione e gestione delle misure alternative alla detenzione in carcere», ha commentato il procuratore aggiunto Prestipino”.

L’operazione che ha portato all’arresto degli ex detenuti è iniziata nell’agosto 2014, scrive la Menafra, dopo la segnlazione della polizia di Bruxelles di un presunto narcotraffico:

“Il capo dell’organizzazione era proprio Arcuri che gestiva un’organizzazione che operava tra Roma, Verona, Perugia e la provincia di Latina. A dargli una mano era un altro nome noto: l’avvocato Arturo Ceccherini, già coinvolto nell’inchiesta sulla scalata alla Lazio da parte dell’ex bomber Giorgio Chinaglia. Proprio l’arresto di Ceccherini in Olanda con tredici chili di sostanza, apparentemente cocaina, (l’organizzazione sarebbe stata a sua volta truffata) è stata decisiva per procedere nell’indagine. L’affare interrotto dagli arresti e discusso usando i corridoi di piazzale Clodio era, però un altro: Arcuri aveva assicurato a Boeri di poter gestire l’importazione di 140 chili di cocaina attraverso la Spagna, fino a Roma e Perugia grazie all’aiuto di una «importante famiglia calabrese» probabilmente collegata alla ndrangheta”.

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