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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/10/2016  -  stampato il 05/12/2016


Intimidazione alla Polizia Penitenziaria del carcere di Ancona: 15 auto danneggiate davanti il penitenziario

Ha agito di notte, da solo e con un unico obiettivo: mandare un messaggio intimidatorio alle guardie penitenziarie del carcere di Montacuto, danneggiando le vetture parcheggiate all’esterno della struttura. Non ha preso di mira un’auto o due, ma ne ha infrante 15. Ad alcune ha squarciato tutte e quattro le gomme, ad altre ha graffiato la carrozzeria, rigando sportelli e portabagagli. A una ha lasciato un ricordino sul cofano: il disegno delle sbarre di una cella. È caccia all’auto dell’agguato di venerdì notte contro i veicoli del personale di servizio del carcere.

Da quanto rilevato dalla telecamere di sicurezza puntate su tutta l’area della casa circondariale, il raid sarebbe opera di un solo uomo. Dalle immagini si può intravedere l’arrivo di una Fiat Panda bianca al posteggio esterno del carcere. Il conducente, dopo aver accostato il veicolo, si è messo all’opera. Un’azione di pochi minuti, iniziata attorno alle 3. In totale, sono finite nel mirino 15 auto. Ad ognuna avrebbe lasciato un segno diverso. Su gomme e carrozzeria avrebbe utilizzato un oggetto contundente, un taglierino o un punteruolo talmente appuntito da solcare le lamiere delle vetture del personale di servizio. Ad una ha lasciato una “dedica” sul cofano, abbozzando i contorni delle sbarre di ferro. Nessuna guardia ha fatto caso a quanto stava avvenendo nel parcheggio.

La scoperta è avvenuta ieri mattina all’alba, quando i poliziotti che dovevano iniziare il turno si sono accorti di gomme a terra e portiere graffiate. Per prima cosa sono state acquisite le immagini delle telecamere. Frammenti che nelle prossime ore potrebbero mettere sotto scacco l’autore dell’episodio. Un raid che fa da cassa di risonanza a un clima poco sereno attorno alle guardie. Mercoledì, il sito nazionale del Sappe, il Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria, era stato violato da alcuni hacker.

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Donato Capece e Nicandro Silvestri, rispettivamente segretario generale e segretario regionale Marche del sindacato Sappe, non hanno dubbi: «Sono in corso le indagini per accertare il responsabile, ma respingiamo ogni tentativo di intimidazione. La polizia penitenziaria non si fa intimorire e svolge, come sempre con professionalità e umanità, il suo duro e difficile lavoro. Mercoledì scorso alcuni hacker che hanno violato il sito internet del nostro sindacato, lasciando sulla home page il messaggio ‘Giustizia per Cucchi’. Questi hacker sono di una ignoranza spaventosa: accusano noi, esponenti e rappresentanti della polizia penitenziaria, di volere giustizia per Stefano Cucchi senza sapere che sia la sentenza di primo grado che quella di appello hanno assolto i poliziotti penitenziari dalle accuse loro mosse.

Non vi siano collegamenti tra i danneggiamenti alle auto del personale di polizia penitenziaria di Montacuto e l’attacco hacker al sito del Sappe. Ribadiamo, con fermezza, che l’impegno del nostro sindacato, è sempre stato ed è quello di rendere il carcere una ‘casa di vetro’, cioè un luogo trasparente. Negli ultimi vent’anni, abbiamo salvato la vita, in tutta Italia, ad oltre 19.000 detenuti che hanno tentato il suicidio e ai 124mila per atti autolesionistici».

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