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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 31/10/2010  -  stampato il 09/12/2016


Molina, convegno regionale della Polizia penitenziaria

MOLINA – Il carcere e le condizioni di vita al suo interno degli agenti e dei detenuti è stato il tema al centro del primo convegno regionale della Polizia penitenziaria, che si è svolto ieri a Molina Aterno. Ospiti sono stati il procuratore capo di Pescara Nicola Trifuoggi, il generale dei Carabinieri Luigi Longobardi, Antonella Di Nino vice presidente della Provincia dell'Aquila e gli addetti ai lavori Osvaldo Vaddinelli, comandante della Polizia Penitenziaria di Sulmona, Heffati Homayon, vice direttore del carcere di Sulmona, Susanna Loriga, psicologa criminologa e Mauro Nardella organizzatore e moderatore del convegno.Il generale Longobardi ha anticipato il suo intervento ed ha aperto il convegno augurando al Corpo della Polizia Penitenziara un salto di qualita' per il futuro.Per il sindaco Roberto Fasciani il convegno conferma l'attenzione alla piccola comunita' di Molina, per Antonella Di Nino le istituzioni devono prestare la massima attenzione nel rinvenimento delle soluzioni affinche' ci sia la giusta riconoscenza umanistica e professionale per chi' e' in servizio nelle case di reclusione.Il medico dell' istituto di via Lamaccio Heffati Homayon ha parlato del disagio, dell'ansia e della depressione degli agenti in servizio che crescono di giorno in giorno per la nota carenza di personale rispetto al sempre crescente numero di detenuti e di internati.
Per Osvaldo Vaddinelli il corpo di Polizia Penitenziaria per benevolenza è secondo solo al corpo dei Carabinieri: "noi stiamo facendo l'impossibile, ma per i miracoli ci dobbiamo attrezzare", puntando il dito sulla cronica carenza di agenti. “Bisogna pensare ad un carcere diverso rispetto al passato senza gli internati”, ha aggiunto.
In chiusura gli interventi della psicologa Loriga, che ha parlato della difficile condizione psicologica degli agenti e del Procuratore di Pescara Nicola Trifuoggi, che ha aggiunto come “il grado di civiltà di un Paese sia correlato alle condizioni di vita in carcere”.
Gli organizzatori hanno lamentato la mancata presenza del provveditore d'Abruzzo e Molise e dei direttori dei carceri abruzzesi. Red.

Fonte: rete5.tv