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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/11/2010  -  stampato il 05/12/2016


Carceri: MD, solo 25 su 206 non sono sovraffollati

Solo 25 carceri su 206 ospitano un numero di detenuti pari o inferiore alla capienza regolamentare. E se i reclusi si erano ridotti a 39mila dopo l'indulto, in poco meno di quattro anni sono diventati quasi il doppio e il loro numero cresce ad un ritmo di alcune centinaia di presenze in piu' al mese. Una condizione ''drammatica'' che ''contraddice radicalmente'' l'intento della Costituzione che attribuisce alla pena una funzione rieducativa. A richiamare l'attenzione sulla ''situazione non piu' tollerabile'' delle carceri e' Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe, in una delle mozioni approvate
a conclusione del suo XVIII Congresso.  Oltre il 43% dei detenuti sono in stato di custodia cautelare, cioè non hanno subito una condanna definitiva.E tra di loro la maggioranza e' costituita da persone appartenenti a ''categorie socialmente più svantaggiate, come tossicodipendenti e stranieri''. In generale comunque la popolazione carceraria,segnala il gruppo, ''Š in larghissima parte costituita da persone in condizioni di 'minorit… sociale': stranieri, tossicodipendenti, alcol-dipendenti, persone con ridotto grado
di scolarit…, disoccupati. E molte persone detenute ,non solo negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, hanno problematiche di natura psichiatrica che richiederebbero assistenza''.
In carcere si entra sempre più facilmente: nel 1991, fa sapere MD, gli ingressi erano stati 75mila, nel 2000 81mila e, oggi sono a quota 88 mila.Molti si risolvono in detenzioni
brevissime: negli ultimi anni tra le 15 e le 20mila persone sono entrate in carcere per restarvi solo due giorni. Tutto questo, sostiene la corrente, Š ''il frutto di un paio di decenni di politiche di sicurezza, in cui il dato costante Š rappresentato dall'elaborazione di nuove figure di reato, utili a rispondere a vere o presunte emergenze, dall'introduzione di ipotesi di custodia cautelare obbligatoria, dall'innalzamento
delle pene per reati di non particolare allarme sociale''; ma
anche del  ''feroce inasprimento del regime penitenziario scelto dal legislatore per l'esecuzione delle pene nei confronti degli stranieri condannati e per l'esecuzione penale nei confronti delle persone recidive'' e di una ''legislazione che enfatizza ed esaspera le diseguaglianze già… presenti nel mondo 'dei
liberi”.

 
Fonte: ANSA