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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/04/2017  -  stampato il 19/11/2017


G8, Corte Strasburgo: Italia risarcirÓ con 45mila euro sei vittime di Bolzaneto

Davanti alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo è arrivata la piena ammissione di colpa, sotto forma di risoluzione "amichevole": ammissione in due parti, da un lato il riconoscimento dei diritti fondamentali violati nella Caserma, dall'altro la comprovata inefficacia dell'inchiesta penale.

 

I sei cittadini, italiani e stranieri, avevano fatto ricorso alla Corte europea dei diritti umani. A presentare ricorso sono stati Mauro Alfarano, Alessandra Battista, Marco Bistacchia, Anna De Florio, Gabriella Cinzia Grippaudo e Manuela Tangari. Ma per altre 59 persone, la vicenda resta aperta.

 

45mila euro per danni morali e materiali Con l'accordo, si legge nelle decisioni della Corte, il governo afferma di aver "riconosciuto i casi di maltrattamenti simili a quelli subiti dagli interessati a Bolzaneto, come anche l'assenza di leggi adeguate". Si impegna, quindi, ad "adottare tutte le misure necessarie" a garantire in futuro il rispetto della Convenzione europea dei diritti umani: nello specifico, "l'obbligo di condurre un'indagine efficace" e "l'esistenza di sanzioni penali per punire i maltrattamenti e gli atti di tortura".

 

Antigone: "Subito la legge sulla tortura". Inoltre l'Italia istituirà "corsi di formazione specifici sul rispetto dei diritti umani per gli appartenenti alle forze dell'ordine". "Quella che offre lo Stato è una "cifretta", che non rappresenta certo una soddisfazione morale", commenta l'avvocato Laura Tartarini, che assiste una ventina di persone tra le vittime della scuola Diaz e della caserma di bolzaneto. "Noi, che non dimentichiamo, continueremo a batterci perché sia fatta sino in fondo verità e giustizia e che nell'ordinamento giuridico italiano sia riconosciuto il reato di tortura". "Se poi fossimo un Paese civile - conclude la madre di Carlo Giuliani - avremmo già una legge sulla tortura".

 

Erano invece state confermate le 7 condanne che erano state inflitte dalla Corte d'Appello di Genova il 5 marzo 2010 nei confronti dell'assistente capo di Pubblica sicurezza Luigi Pigozzi (3 anni e 2 mesi) - che divaricò le dita della mano di un detenuto fino a strappargli la carne - degli agenti di Polizia Penitenziaria Marcello Mulas e Michele Colucci Sabia (1 anno) e del medico Sonia Sciandra.

 

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