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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/05/2010  -  stampato il 10/12/2016


Genova:il Sappe non partecipa ad Annuale della Penitenziaria

Il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, ha deciso di non presenziare alla cerimonia dell’Annuale del Corpo di Polizia Penitenziaria in programma a Genova domani martedì 25 maggio 2010.
Spiega Roberto Martinelli, Segretario Generale aggiunto e commissario straordinario per la Liguria del SAPPE: “Questa decisione, in linea con la scelta di non partecipare alla Festa nazionale del Corpo del 18 maggio scorso, non intacca certo il rispetto che il SAPPE ha verso le istituzioni ma si prefigge di scuotere le coscienze assopite della classe politica italiana, dei parlamentari eletti in Regione e di tutti gli Enti locali sulla grave situazione penitenziaria nazionale e ligure in particolare.

Le carceri della Liguria scoppiano per il pesantissimo sovraffollamento (1.750 detenuti presenti a fronte di 1.140 posti letto regolamentari, con una percentuale di detenuti stranieri pari quasi del 60% delle presenze ed una di tossicodipendenti del 40%) e per le gravi carenze negli organici di Polizia Penitenziaria (oltre 400 agenti in meno nei Reparti dei Baschi Azzurri): l’avvicinarsi dell’estate renderà certamente rovente la situazione generale. Gli unici a pagare lo scotto di questo dramma sono le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria, che è l’unica rappresentante dello Stato che sta fronteggiando concretamente questa emergenza anche mettendo a repentaglio l’incolumità fisica dei suoi Baschi Azzurri. Agenti che stanno lavorando logorati dallo stress generato da condizioni drammatiche aggravate dall’essere esposti a malattie come l’HIV, la tubercolosi, la meningite e altre patologie che si ritenevano debellate e che invece spopolano nelle celle delle carceri italiane”.

“Nonostante queste pesanti criticità” aggiunge Martinelli “gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria in servizio lavorano in maniera encomiabile, con grande professionalità ed alto senso del dovere, come dimostra il fatto che nelle 7 Case circondariali della Liguria, nel decorso anno 2009, i nostri Baschi Azzurri hanno sventato ben 33 tentativi di suicidio di detenuti (27 gli uomini e 6 le donne) e con il loro tempestivo intervento hanno impedito che i 243 atti di autolesionismo posti in essere da altrettanti ristretti potessero degenerare ed ulteriori avere gravi conseguenze. Agenti che, spesso nella generale indifferenza anche mediatica, hanno fronteggiato, rimanendo anche feriti, i 99 casi di aggressione posti in essere nelle carceri liguri da detenuti violenti, le tensioni connesse ai 190 casi di scioperi della fame attuati dai ristretti o alle 66 manifestazioni di protesta che hanno comportato anche danneggiamenti ai beni dell’Amministrazione. Manifestazioni nate nelle celle e nelle sezioni detentive per invocare nuovi indulti ed amnistie e per chiedere migliori condizioni carcerarie, che hanno complessivamente coinvolto in Liguria, durante tutto l’anno 2009, ben 3.356 detenuti. Agenti che hanno messo in evidenza le non comuni doti di umanità e professionalità gestendo i 4 bimbi di età inferiore ai tre anni ospitati nell’asilo nido del carcere di Pontedecimo insieme alle madri detenute.

Ecco, nonostante tutto questo, nonostante questi quotidiani sacrifici, nonostante questo senso del dovere, abbiamo dovuto constatare e constatiamo – ad oggi – l’assenza di provvedimenti concreti a tutela dei poliziotti penitenziari che lavorano ogni giorno in precarie condizioni di sicurezza ed in Istituti di pena sovraffollati oltre ogni misura; l’assenza di azioni politiche condivise per una nuova politica della pensa non più differibile; l’assenza di concrete iniziative risolutive. Eppure l’intesa politica, quando lo si vuole, si trova: basti pensare alle “larghe intese” che ci furono per l’approvazione dell’ultimo provvedimento di indulto del 2006, per effetto del quale in Liguria furono scarcerati ben 1.158 detenuti (538 gli stranieri), 354 dei quali sono rientrati in carcere dopo aver fruito del beneficio… Cos’avrebbero dunque da festeggiare i Baschi Azzurri del SAPPE il 25 maggio? Il SAPPE domani sarà idealmente con i colleghi impiegati nei Servizi di rappresentanza all’Annuale di Genova; ma ancor più con quelli – molto più numerosi – che nello stesso momento sono all’interno delle sezioni detentive delle carceri liguri sovraffollate da quasi 1.800 detenuti, che stanno girando l’Italia con gli automezzi del Servizio Traduzioni per accompagnare detenuti in altri carceri o presso le Aule di giustizia di tutto il Paese, che piantonano i ristretti ricoverati nelle corsie degli Ospedali civili, che sono impiegati in tutti gli altri posti di servizio del Corpo. Ma il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il SAPPE, non parteciperà all’Annuale del Corpo di Polizia Penitenziaria di Genova per protesta verso le diffuse indifferenze alle criticità ed alle problematiche penitenziarie e del Corpo di Polizia in particolare”.

Critico, il SAPPE, anche verso la sede scelta per lo svolgimento della Festa (la Scuola di Formazione della Giustizia in via del Seminario a Genova): ““Sì è deciso, ancora una volta, di celebrare una Festa solo a carattere regionale,, con ciò comprimendo al massimo la partecipazione del Personale di Polizia Penitenziaria degli Istituti di Pena liguri. Tornare poi a tributare il doveroso riconoscimento al lavoro delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria in una sala all’interno di una sede dell’Amministrazione della Giustizia, come quest’anno, è un controsenso e un significativo passo indietro rispetto alle manifestazioni degli anni passati, quando ai cittadini era stata data possibilità di conoscere da vicino, nelle piazze e nelle strade di Genova e delle altre città della Liguria, i nostri compiti e le nostre attività.”

Fonte: savonanews.it