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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/11/2010  -  stampato il 04/12/2016


ULTIM’ORA 17 NOVEMBRE 2010 Il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente, pochi minuti fa, le disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno (A.S. 2313)

 

ULTIM’ORA 17 NOVEMBRE 2010
 
 
Il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente, pochi minuti fa, le disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno (A.S. 2313)


 
Commenta Donato CAPECE, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, presente a Palazzo Madama con una delegazione della Segreteria Generale del primo e più rappresentativo Sindacato dei Baschi Azzurri: “E' un’occasione d’oro per sanare seppur parzialmente le gravi carenze di organico della Polizia Penitenziaria (quantificate in oltre 6mila unità) e per dare un primo concreto segnale ad un sistema, quello penitenziario, rimasto per molto tempo senza alcun intervento sostanziale, oltre la fallimentare e disastrosa esperienza dell'indulto. Auspico quindi che il provvedimento abbia garanzia sull’adeguata copertura finanziaria per pagare gli stipendi ai previsti 1.800 nuovi agenti di Polizia penitenziaria. Oggi in carcere ci sono più di 69mila detenuti per poco più di 43mila posti letto, e la misura deflattiva che prevede la possibilità di scontare ai "domiciliari" l'ultimo anno di pena residua inciderà su circa 8mila detenuti. E' certamente positiva la trasversalita' politica sui temi penitenziari, e ringrazio tutti i gruppi per aver citato la presenza del Sappe e mia personale oggi in Aula al Senato. Bene pero' ha fatto il senatore Pedica (dell’IdV), che conosce i nostri problemi ed infatti era con noi a manifestare a Roma davanti alla sede del DAP il 19 ottobre scorso per le problematiche del Corpo, a chiedere garanzie precise a Governo e maggioranza per la copertura finanziaria fissa e continuativa che concretamente garantira' le nuove assunzioni”. Capece sottolinea che “i poliziotti penitenziari del SAPPE sono stanchi: stanchi di essere stati e di essere presi in giro sulle più volte annunciate 2mila assunzioni; stanchi dall’assenza di provvedimenti concreti del mondo della politica nonostante il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri sullo stato di emergenza conseguente all'eccessivo affollamento degli istituti penitenziari presenti sul territorio nazionale sia del 13 gennaio scorso; stanchi di non essere pagati per lavoro straordinario e servizi di missione obbligati ad assicurare; stanchi di non avere neppure vestiario e automezzi adeguati ai delicati compiti istituzionali. La Polizia penitenziaria ed il sistema carcere hanno urgente bisogno di provvedimenti concreti. Ed oggi forse qualcosa di concreto per il sistema e' stato fatto!”