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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/11/2010  -  stampato il 06/12/2016


Nuovo carcere di Trento, iniziato il trasloco

TRENTO. È cominciato il trasloco degli uffici nel nuovo carcere a Spini di Gardolo. Nelle stesse ore il sottosegretario Maria Elisabetta Alberti Casellati conferma per fine mese l'entrata in funzione del penitenziario. Ma resta il problema della carenza di agenti: solo 25 i nuovi poliziotti che prenderanno servizio entro novembre, il governo ne cercherà altre nelle carceri del centro e sud Italia.La sottosegretaria ha risposto ad un'interrogazione del deputato Udc Roberto Rao, sollecitata dal collega di partito, il consigliere comunale Paolo Zanlucchi, di fronte al sovraffollamento delle carceri anche in Trentino, «con condizioni inaccettabili per i detenuti ma anche per i poliziotti penitenziari costretti a lavorare in condizioni estremamente disagevoli».A nome del ministro della giustizia Angelino Alfano, la risposta del governo è arrivata per voce del sottosegretario Alberti Casellati (Pdl), la quale ha spiegato che la consegna della struttura di Spini, inizialmente prevista per il 30 settembre, è slittata a novembre per la necessità di effettuare alcuni lavori integrativi. «Entro lo stesso mese di novembre - ha detto - il nuovo istituto dovrebbe entrare in funzione».Proprio in questi giorni sono cominciate le operazioni di trasloco degli uffici da via Pilati a Spini. Ma per il trasloco dei detenuti resta il problema del personale penitenziario: per attivare l'istituto è richiesta infatti la garanzia di un certo numero di agenti che al momento non ci sono. Nei mesi scorsi l'appello al governo era arrivato dalla direttrice delle carceri di Trento e Rovereto Antonella Forgione e, a più riprese, dai sindacati degli agenti, preoccupati che in pochi mesi i detenuti a Spini supereranno di molto la capienza prevista di 250 posti.Con l'arrivo a Trento dei 25 nuovi agenti annunciati dal ministero, e confermati dalla sottosegretaria nella sua risposta all'onorevole Rao, il personale arriverà a 105-110 unità, ben lontane però dalle 280 previste in pianta organica.Per recuperare gli agenti che mancano all'appello, Alberti Casellati ha quindi annunciato l'intenzione dell'amministrazione penitenziaria di indire un interpello straordinario rivolto al personale in servizio nei penitenziari del centro e del sud, «dove c'è meno sofferenza di organico», «che darà agli interessati la possibilità di partecipare alle procedure per l'assegnazione di alloggi demaniali vicini alla nuova struttura». In ogni caso, per integrare ulteriormente l'organico del carcere di Spini, ha aggiunto la sottosegretaria, «in attesa dell'assunzione di 2 mila unità previste nel piano carceri, sta valutando la possibilità di attingere personale anche da altri istituti».
Quanto al carcere di Rovereto, Casellati ha confermato l'intenzione di chiuderlo: «La struttura versa in precarie condizioni e necessita di continui interventi di manutenzione. Una ristrutturazione generale dell'edificio non appare praticabile considerato che la vetustà e le caratteristiche strutturali dell'immobile condizionano negativamente l'efficacia di eventuali opere che, in ogni caso, ridurrebbero ulteriormente la già limitata capacità ricettiva dell'istituto, pari a 54 posti letto». Il ministero, ha concluso la sottosegretaria, lavorerà per ottimizzare le risorse umane e finanziarie, tenuto conto che per attivare il nuovo carcere «sarà necessario integrare il personale nel rispetto dei principi di sicurezza e efficienza». Su questo punto nessuno ha dubbi.

Fonte: trentinocorrierealpi