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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/11/2010  -  stampato il 11/12/2016


Conso dai pm: << Sul carcere duro non ci fu trattativa tra Stato e mafia>>

ROMA — Interrogatorio fiume per l’ex Guardasigilli Giovanni Conso che ieri è comparso, come persona informata dei fatti, davanti ai pm di Palermo giunti in trasferta a Roma per saperne di più sulle liste dei mafiosi sottratti al carcere duro nel lontano 1993. L’anno della presunta trattativa tra mafia e Stato dopo le stragi di Roma, Milano e Firenze, che poi ebbe il suo epilogo nel mese di novembre quando l’allora ministro della Giustizia decise di revocare il 41 bis a 140 boss reclusi all’Ucciardone: «Quella decisione — disse Conso l’11 novembre davanti alla commissione antimafia — fu presa in assoluta solitudine senza consultarmi, pensando che una scelta diversa avrebbe dato il destro ad una possibile minaccia di altre stragi».IL POOL PALERMITANO - Del pool guidato dal procuratore capo Francesco Messineo e dall’aggiunto Antonio Ingroia fanno parte anche i pm Paolo Guido e Nino Di Matteo, che indagano sulla trattativa tra Stato e mafia e sul «papello» che conteneva le richieste di Cosa nostra tra le quali spiccava, appunto, la cancellazione del carcere duro. Ma Conso anche davanti ai pm ha confermato che non ci fu interlocuzione tra Stato e mafia, e che lui non parlò del 41 bis con il colonnello Mario Mori in contatto, in quei mesi, con il sindaco mafioso Vito Ciancimino: «Non vi fu il più lontano barlume di trattativa, né quella decisione fu l’effetto di un ricatto più o meno diretto». Incalzato dai pm, l’ex ministro non ha cambiato rotta: «Non ebbi alcuna pressione o invito da alcuno». In altre parole, è ancora la versione di Conso, «tanta benevolenza» fu concessa «perché nel frattempo Cosa nostra tace dopo aver interpretato con proclami e atti atroci la linea stragista: c’era già stato l’arresto di Totò Riina, il 23 gennaio, e si parlava di un cambio di passo della mafia con il nuovo capo, Provenzano». Ecco perché, «seguii una mia intuizione e decisi di lasciar stare un atto che non era obbligatorio» .

Fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it