www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/11/2010  -  stampato il 11/12/2016


Carcere di Gazzi. Il Provveditore Faramo invita a desistere dalla protesta, ma tra il personale prosegue l’ “agitazione”

Martedì 30 novembre presso la casa circondariale di Gazzi, si terrà un’assemblea del personale convocata unitariamente dalle tutte le sigle sindacali di categoria per stabilire il calendario delle proteste che per le prossime settimane interesseranno il comparto della Polizia Penitenziaria. Le manifestazioni – si legge nella nota oggi inviata dai sindacati – avverranno con una scadenza temporale, tra l’una e l’altra, che permetterà comunque di garantire l’organizzazione del lavoro all’interno della struttura, dove il sottodimensionamento dell’organico rimane il principale problema lamentano dagli agenti. Rimane inascoltata, dunque, la richiesta inoltrata ieri alle organizzazioni sindacali dal Provveditore Regionale della Polizia Penitenziaria Orazio Faremo, in cui quest’ultimo ha invitato i lavoratori del carcere di desistere dalle protesta. Nella nota inviata invita ieri, Faremo rispondendo al documento in cui è stato annunciato lo stato di agitazione (vedi correlato), ha spiegato che “la carenza del personale dell’Istituto e del Nucleo provinciale di Messina, è stata più volte segnalata al Dipartimento per gli interventi di competenza. Ciò compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili”.Sindacati e lavoratori però non sono più disposti ad attendere e a rimanere in silenzio e nella nota inviata questa mattina allo stesso Provveditore Faremo, al Capo del Dap Franco Ionta e al dirigente generale dell’amministrazione Penitenziaria Riccardo Turrini Vita, ribadiscono che “lo stato delle proteste avrà fine solo ed esclusivamente dopo un intervento serio e duraturo da parte dell’Amministrazione Centrale, con intervento diretto dello stesso Ionta e del Ministro della Giustizia Angelino Alfano”.
Tra le proteste programmate sit-in di fronte il Palazzo di Giustizia del Tribunale (durata prevista anche una settimana), stop a turni che superano le 6 ore se non preventivamente comunicati e giustificati, autoconsegna del personale della casa circondariale, sciopero della fame.

Fonte: tempostretto.it