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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/11/2017  -  stampato il 22/06/2018


Saranno processati due medici intervenuti sulla Poliziotta penitenziaria Angela Valeria Lepore, deceduta in ospedale dopo il ricovero a Bari

Sarà processato dinanzi al tribunale monocratico di Taranto per omicidio colposo, a partire dal 7 marzo 2018, il medico dell'ospedale Santissima Annunziata che per primo operò Angela Valeria Lepore, la 27enne agente di Polizia Penitenziaria di Toritto (Bari) deceduta nel luglio del 2014. L'udienza preliminare nei confronti di due medici si è conclusa con il rinvio a giudizio di uno di loro, Antonio Di Pinto, mentre proseguirà per l'altro medico, Mario Desiati, che sarà interrogato dal giudice prima di decidere se proscioglierlo (come chiesto da Procura e parte civile) o rinviarlo a giudizio.

A tre anni e mezzo dalla morte della donna, deceduta dopo tre interventi chirurgici e circa 40 ore di agonia in tre diverse strutture sanitarie, secondo il padre della vittima, Giuseppe Lepore, "non sono state accertate tutte le responsabilità". All'indomani dell'udienza preliminare a Taranto, Lepore ha parlato di "fallimento della giustizia", dopo sette denunce, una segnalazione alla Corte dei conti e da ultimo una lettera inviata al ministro della Giustizia, Andrea Orlando. "Mia figlia si poteva salvare - ha detto l'uomo, affiancato dall'avvocato Massimo De Lorenzis - Le responsabilità sono talmente evidenti dalla lettura degli atti che sarebbe impossibile vederle. eppure in tre anni e mezzo quasi tutte le indagini sono state archiviate".

Inizialmente l'inchiesta sul decesso era stata aperta dalla Procura di Bari, che aveva indagato 20 medici di tre diverse strutture sanitarie: il pronto soccorso di Manduria (Taranto), dove la poliziotta si era recata per un malore all'addome, l'ospedale Santissima Annunziata di Taranto e il Policlinico di Bari, in cui era stata poi ricoverata e sottoposta alle operazioni di rimozione di un calcolo renale, di impianto di un polmone artificiale e infine di craniectomia. La posizione dei sette medici baresi era stata subito archiviata.

Con riferimento alla posizione dei medici tarantini, invece, gli atti erano stati trasmessi alla Procura ionica , he ha chiesto nei mesi scorsi il rinvio a giudizio per i due medici dell'ospedale di Taranto che avevano eseguito il primo intervento chirurgico (uno dei quali ora rinviato a giudizio e indagato anche per aver falsificato le firme del consenso informato), ha archiviato l'indagine su altri sette medici tarantini e ha chiesto l'archiviazione per tre medici di Manduria.

"È toccato a Valeria, ma poteva essere la figlia di chiunque - ha detto ancora il padre - Ogni giorno si sente di una indagine per malasanità, la gente ormai ha paura di entrare negli ospedali. Dobbiamo difenderci da chi dovrebbe aiutarci e tutelarci e io non mi fermerò finché non avrò ottenuto giustizia".

bari.repubblica.it

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