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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/01/2018  -  stampato il 23/06/2018


Ergastolano ordinava estorsioni e pestaggi dal carcere di Bologna: utilizzava il telefono del compagno di cella che era in semilibertÓ

Dal carcere, grazie a un telefono cellulare che deteneva illegalmente in cella, coordinava spedizioni punitive, estorsioni, il pestaggio di chi non aderiva alle richieste di denaro e incendi dolosi ai danni di attività commerciali, abitazioni o autovetture. Protagonista Mario Illuminato, detenuto a Bologna dove sta scontando l’ergastolo per l’omicidio del boss camorrista Raffaele Guarino, avvenuto nel 2010 a Medesano, paese della collina parmense. A scoprirlo, i carabinieri del reparto operativo di Parma che hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip a suo carico e nei confronti di un complice che gli riforniva il telefono. Le indagini sono iniziate lo scorso aprile dopo la denuncia di un incendio doloso di un’abitazione di Medesano. L’ordine di appiccare il fuoco, hanno scoperto i militari, era partito da una utenza telefonica in uso nel carcere bolognese della Dozza.

I carabinieri hanno così accertato che Illuminato, dalla cella, ordinava ai suoi collaboratori all’esterno attività estorsive, spedizioni punitive verso chi non aderiva immediatamente alle richieste di denaro e l’incendio di attività commerciali, abitazioni e auto di coloro che, a suo parere, avevano collaborato con gli inquirenti nelle sue vicende giudiziarie. A portargli il telefono in carcere era il suo compagno di cella, un detenuto di origini siciliane condannato anche lui all’ergastolo, ma in semilibertà: al suo rientro nell’istituto penitenziario nascondeva il cellulare eludendo i controlli e permettendo a Illuminato di impartire i propri ordini. I militari, durante l’indagine, hanno messo sotto controllo l’utenza, scongiurando le intimidazioni ordinate dal carcere anticipando le mosse dei collaboratori di Illuminato e appostandosi, `casualmente´, nei luoghi dove dovevano consumarsi. Oltre ai due arrestati, sono coinvolte anche altre tre persone, denunciate all’autorità giudiziaria.

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