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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/03/2018  -  stampato il 19/06/2018


Poliziotto penitenziario accusato di truffa: sorpreso a lavorare in una pizzeria a Padova durante il periodo di malattia

Per tre mesi all’anno, nell’ultimo biennio, aveva lavorato nella pizzeria da asporto “Dall’imperatore” situata all’Arcella in via Giovanni D’Alemagna 16. Peccato che, nelle stesse settimane, risultasse assente dal lavoro (la casa circondariale di Padova) per motivi di malattia.

Nella struttura penitenziaria le voci su quell’assenza per ragioni di un secondo lavoro si rincorrevano da tempo. Così una ventina di giorni fa è scattato il controllo ordinato dalla direzione del carcere. Sorpresa: nella pizzeria era al lavoro l’agente di Polizia Penitenziaria, un quarantenne originario del Sud che risiede a Cadoneghe.

E ora il 40enne si ritrova indagato per concorso in truffa ai danni dello Stato e per violazione delle nuove regole sul pubblico impiego introdotte dalla riforma Brunetta del 27 ottobre 2009 numero 150, nota anche come la riforma anti-fannulloni contro i dipendenti che si fingono malati o che falsano la loro presenza in servizio. Regole che hanno imposto meccanismi rigorosi per l'esercizio dei controlli medici durante il periodo di assenza per malattia del dipendente, con la previsione di una responsabilità anche sul piano disciplinare e l’eventuale licenziamento in seguito alle false dichiarazioni.

Era da tempo che l’agente di Polizia Penitenziaria veniva sospettato di malattie “finte”. Da qui la decisione di andare fino in fondo, dopo la presentazione all’amministrazione penitenziaria di un ennesimo certificato medico. La direzione del carcere ha messo a segno un blitz e l’agente è stato sorpreso in servizio. Ma nel posto sbagliato, la pizzeria.

Immediata la denuncia arrivata sul tavolo del pm Sergio Dini che ha disposto una perquisizione sia nella pizzeria da asporto che nell’abitazione dell’agente, finito nel registro degli indagati. Al momento, nell’arco degli ultimi due anni, il 40enne avrebbe totalizzato circa 100 giorni di assenza per anno dal carcere. Ora si svolgeranno accertamenti sul medico che ha firmato quei certificati. Medico che pure rischia sul piano penale.

Non è il primo caso che coinvolge il Due Palazzi. Un altro medico e un altro agente, entrambi in servizio nella casa di reclusione (riservata ai condannati in via definitiva), sono a processo per truffa aggravata e violazione della legge speciale sull’ordinamento del lavoro nelle pubbliche amministrazioni; mentre un sanitario dello stesso penitenziario è già stato condannato con rito abbreviato a un anno e 2 mesi nel giugno scorso. Tra il gennaio e il dicembre 2012 un agente 48enne (sempre a suo tempo indagato) aveva presentato 75 certificati molti da un giorno, alcuni da due, per problemi diversi, dalla dissenteria alla cefalea, dalla lombalgia alla faringite.

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