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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/12/2010  -  stampato il 03/12/2016


A Malpensa il nuovo ospedale-carcere per contrastare i corrieri della droga

Malpensa "Vogliamo debellare il traffico internazionale di droga, combattendo la battaglia contro i corrieri di cocaina, che portano rovina e distruzione tra i nostri cittadini". Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha presentato con queste parole il nuovo ospedale-carcere realizzato al Terminal 2 dell'aeroporto di Malpensa e affidato, in comodato d'uso, all'azienda ospedaliera Sant'Antonio Abate di Gallarate. Chiavi in mano, dunque, alla sanità lombarda per quanto riguarda il profilo medico e infermieristico.La nuova struttura, attiva 24 ore su 24, è composta da quattro camere carcerarie di degenza, un ambulatorio con sala raggi e due servizi igienici dotati di canali automatizzati per la raccolta degli ovuli di cocaina e per il successivo lavaggio con sostanze chimiche igienizzanti. All'interno del carcere-ospedale sono presenti un impianto radiologico e apparecchiature elettrocardiologiche. La Regione metterà a disposizione un'équipe composta da un infermiere, un tecnico di radiologia e un medico, assicurando altresì la distribuzione dei pasti, il cambio della lavanderia e la pulizia delle celle. È la prima struttura in Europa in grado di mettere sotto esame i corrieri di droga. Il progetto è nato grazie alla collaborazione di Regione Lombardia, Procura della Repubblica di Busto Arsizio, Sea, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Polizia di Frontiera, Agenzia delle Dogane ed ENAC.C'è un ulteriore aspetto innovativo nel nuovo ospedale-carcere di Malpensa. La presenza di servizi igienici moderni consentirà di recuperare gli ovuli, presenti all'interno del corpo dei corrieri, igienizzandoli in modo completamente automatizzato per poi essere sequestrati e inceneriti a Busto Arsizio. Migliorano, dunque, le condizioni igieniche per i corrieri e la loro vigilanza con l'impiego, tra l'altro, di minori risorse umane grazie alla presenza di un vero e proprio carcere ospedaliero.

Fonte: cittaoggiweb.it