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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/12/2010  -  stampato il 06/12/2016


Mestre avrÓ presto un nuovo carcere SorgerÓ a Campalto e costerÓ 450mln

VENEZIA - Un nuovo carcere con una capienza di 450 posti sarà realizzato in tempi brevi a Mestre, in un’area demaniale in località Campalto attualmente in uso alla Difesa. Lo prevede un’intesa istituzionale siglata a Roma tra il commissario delegato al piano carceri, Franco Ionta, e il vice presidente della Regione Veneto, Marino Zorzato. Il nuovo istituto penitenziario di Venezia costerà circa 450 milioni di euro. L’area di 9 ettari nella quale sorgerà il carcere è attualmente impiegata dal ministero della Difesa come spazio adibito a stivaggio e deposito. Ma questo è solo il primo intervento stabilito dall’intesa per superare il problema del sovraffollamento nelle carceri venete: l’accordo prevede anche la costruzione di un nuovo padiglione detentivo di 200 posti a Vicenza. Il vecchio carcere maschile di Santa Maria Maggiore sarà chiuso e affidato al Comune che dovrà decidere che cosa farne.Le strutture - è detto in una nota del commissario delegato - saranno edificate in tempi rapidi, secondo le disposizioni urgenti per la realizzazione di istituti penitenziari (legge 26 febbraio 2010, n. 26) stabilite per il Piano carceri. Nei primi mesi del 2011 sarà pronto il bando di gara concorrenziale per la realizzazione delle opere. Il sito in cui sorgerà il nuovo carcere veneziano, individuato dalla Regione Veneto d’intesa con il Comune di Venezia dopo un’attenta indagine sul territorio, è conforme dal punto di vista geologico e adatto anche dal punto di vista infrastrutturale, vicino all’uscita autostradale, funzionale alla traduzione dei detenuti e all’accesso di parenti, legali e personale giudiziario. Il padiglione che amplierà l’attuale struttura di Vicenza avrà un costo di circa 11 milioni di euro e sarà costruito su un’area di 3.900 metri quadrati.

In Veneto - ricorda il commissario per il piano carceri - sono presenti 10 istituti penitenziari dove vivono (secondo dati del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria aggiornati al 30 novembre) oltre 3.300 detenuti. «Il sovraffollamento - ha commentato Franco Ionta - determina condizioni di vita che non rispettano la dignità dei detenuti e non permettono di avviare tutte le attività di riabilitazione fondamentali per il reinserimento di queste persone. La nuova struttura di Venezia e il nuovo padiglione di Vicenza, che assicureranno 650 nuovi posti detentivi al sistema penitenziario veneto, sono la necessaria risposta a questa emergenza». Ma le opere di edilizia carceraria, ha ricordato il commissario - sono solo un tassello di un piano «che prevede anche misure deflattive alla carcerazione e l’assunzione di agenti di polizia penitenziaria, predisposto dal Governo con l’obiettivo di operare una transizione dall’emergenza cronica alla stabilizzazione del sistema penitenziario».
«Siamo soddisfatti - ha proseguito Ionta - del rapporto di collaborazione instaurato con la Regione Veneto. Il Piano procede nei tempi prefissati». «La funzione del carcere - ha commentato da parte sua il vicepresidente veneto Zorzato - non è o non dovrebbe essere solo detentiva, ma tendenzialmente rieducativa. In questi termini assume un ruolo da caposaldo avanzato sul piano del reinserimento dei detenuti e, a cascata, della tutela della sicurezza sociale. L’intesa firmata oggi ribadisce l’attenzione della Giunta Regionale nei confronti dei detenuti, concretizzata attraverso specifiche azioni realizzate in questi anni all’interno delle carceri venete in accordo con il Ministero della Giustizia». (Ansa)
 

Fonte: corrieredelveneto