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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/02/2011  -  stampato il 05/12/2016


"Carcere di Piacenza a rischio legionella"

Il carcere delle Novate a rischio legionellosi. A lanciare l’allarme e’ il garante dei diritti dei detenuti, Alberto Gromi, sentito oggi nella commissione servizi sociali del Comune di Piacenza. Il garante sta illustrando ai consiglieri le condizioni della casa circondariale delle Novate. Il quadro che emerge dall’audizione e’ sconfortante: celle in cui i detenuti sono costretti a trascorrere 20 ore su 24 con arredi non sufficienti per il numero degli ospiti presenti, sala doccia con incrostazioni tali da far temere ’il rischio legionellosi’, per non parlare del sovraffollamento che porta a far sostanzialmente coabitare detenuti con patologie infettive con altri in perfetta salute. Gromi ha invece grandi lodi per il personale della polizia penitenziaria e per gli educatori, che si dedicano alle loro mansioni con professionalità e umanità.Il carcere di Piacenza deve fare i conti con una dotazione insufficiente di organico: in base al numero di detenuti mancano dagli 80 ai 90 agenti di polizia penitenziaria. Da poco sono entrati in forze 5 nuovi agenti e il loro arrivo è stato accolto come un grande successo. Una soluzione per tamponare i disagi dovuti al sovraffollamento potrebbe essere, dice Gromi, il consentire ai detenuti di trascorrere maggior tempo possibile al di fuori delle singole celle, ad esempio consentendo loro di sostare in corridoio fino all’ora di cena o di occupare anche le stanze dedicate agli incontri.La relazione di Gromi si concentra anche sui paradossi della vita alla Novate, con il detenuto che non può riconoscere la figlia se non dopo 6 mesi, grazie ad un permesso premio, e dove la dignità si misura anche con una scatoletta di tonno pagata a prezzo d’oro allo spaccio interno, mentre al Conad costa meno della metà.

Fonte: piacenzasera.it