www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/03/2011  -  stampato il 03/12/2016


Parte il piano carceri, ma non porta da nessuna parte

PIACENZA 28 FEB. 2011 - Suono metallico di stoviglie contro le sbarre e urla di protesta. E' stata questa l'accoglienza riservata al ministro della Giustizia Angelino Alfano dai detenuti del carcere di Piacenza. Ai reclusi di uno degli istituti più sovraffollati in Italia (424 presenze contro le 178 autorizzate, dati al 31/12/2010 ndr), non è parso vero di avere ospite il guardasigilli. La sua presenza era per la posa della prima pietra di un nuovo padiglione da 200 posti, prima tappa di quel piano-carceri del governo Berlusconi che dovrebbe portare a 9.150 nuovi posti in tutta Italia. 
Una goccia d'acqua nel mare del sovraffollamento in cui navigano attualmente le case circondariali. L'Emilia-Romagna è la regione col numero più alto di detenuti rispetto alla capienza che per legge dovrebbe essere rispettata (4.326 persone contro le 2.380 posti letto ufficialmente disponibili). Numeri che da soli fanno capire l'impossibilità da parte del 'piano' di voltare pagina. "Il ministro Alfano si entusiasma per un ampliamento che darà i suoi esiti tra tre anni, esaurendone gli effetti in uno". A parlare è Leo Beneduci, segretario generale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria Osapp. 

Per chi nei carceri ci lavora quotidianamente è difficile credere ai proclami del governo. Oltre al problema dell'aumento della popolazione carceraria, ancora irrisolto è quello dell'insufficiente numero di agenti per gestire la situazione. In Emilia-Romagna all'appello ne mancano 650. E non molto rincuorante è stato per i sindacati di polizia sentire il ministro Alfano raccontare che "abbiamo sbloccato l'assunzione di 1.800 agenti". Un numero che è da riferirsi a livello nazionale e che tenuto conto dei pensionamenti, finisce per non essere una gran panacea. Così che, a proposito di nuove carceri, non si sa se la futura iniezione di questi nuovi agenti potrà far funzionare anche quei padiglioni già pronti che da mesi aspettano di essere aperti ma che non vengono utilizzati per la mancanza di personale. E' il caso delle strutture di Parma e di Rimini. 

Mentre a Piacenza si dava il via a una costruzione da 9,5 milioni di euro, a Bologna le sigle sindacali della polizia hanno protestato in prefettura per chiedere condizioni di lavoro sostenibili che non mettano a rischio l'incolumità degli agenti. "Assenza dei livelli minimi di sicurezza" e "assoluta invivibilità del penitenziario dovuta anche alle precarie condizioni igienico-sanitarie" sono le carenze denunciate al prefetto Tranfaglia e relative al carcere della Dozza, concepito per ospitare 500 persone mentre al momento ve ne sono 1200.

"Carnaio" e "discarica sociale" sono i termini usati per sottolineare le condizioni alle quali si è arrivati. L'emergenza carceri in Emilia Romagna è anche sul tavolo della Corte europea dei diritti dell'uomo. A fare ricorso a Strasburgo per i disagi vissuti sono stati undici detenuti del penitenziario di Piacenza, dove esistono celle di tre metri quadrati, scarsamente illuminate e con docce senza acqua calda. Nel 2009 un caso simile ha visto condannato il governo italiano.

di A. B.
 
Fonte: viaemilianet