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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/05/2011  -  stampato il 04/12/2016


Como: violenta rissa al Bassone tra detenuti

Se la sono data di santa ragiona, nel cortile passeggi del carcere comasco del Bassone. Un lite talmente violenta da termine con il ricovero in ospedale dei protagonisti. Nuovo episodio di violenza all'interno del carcere del Bassone. L'episodio è avvenuto martedì pomeriggio. Nel cortile passeggi vi erano una settantina di detenuti quando, all'improvviso, è scoppiata una violenta rissa. Due detenuti sono finiti all'ospedale per ferite giudicate serie e la situazione è tornata alla normalità soltanto dopo l'intervento degli agenti della polizia penitenziaria.

Sono proprio i sindacati del personale che lavora all'interno al Bassone a commentare, allarmati, l'ennesimo episodio di violenza: «Una situazione di alta tensione nel carcere di Como, l'ennesima, rispetto alla quale il sindacato più rappresentativo dei Baschi Azzurri, il Sappe, esprime preoccupazione e allarme». In una nota il sindacato sottolinea come «la situazione» all'interno del Bassone «è ben oltre il limite della tolleranza. Lo dimostra chiaramente l'inquietante regolarità con cui avvengono episodi di tensione ed eventi critici nel penitenziario di Como, istituto nel quale manca una vera organizzazione dei servizi che tenga nel debito conto i livelli minimi e massimi di sicurezza» commenta Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo della polizia penitenziaria.

La radiografia della situazione interna al Bassone è sconcertante: «Agli oltre 600 detenuti presenti a Como rispetto ai 460 posti letto, fanno da contraltare le carenze di unità di polizia penitenziaria che dovrebbero essere 308 ed invece ve ne sono in forza 233. È significativo ricordare che nel solo 2010 nel carcere di Como abbiamo avuto il suicidio di un detenuto, altri 21 tentativi sventati in tempo e 32 episodi di autolesionismo». Non solo: «L'anno scorso a Como c'è stato anche il decesso di un detenuto per cause naturali, 32 soggetti ristretti hanno posto in essere ferimenti, 11 hanno rifiutato il vitto e le terapie mediche somministrate dall'Amministrazione penitenziaria, ben 47 scioperi della fame». Insomma, una situazione potenzialmente esplosiva.

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