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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/05/2011  -  stampato il 08/12/2016


Algerino accusato dagli agenti di minacce e resistenza: assolto in aula perché troppo esile per minacciare

Un 35 enne algerino L. M., già coinvolto in un vasto processo che pende davanti alla Corte d'Assise di Milano con 23 imputati accusati di terrorismo islamico, è stato assolto dal tribunale di Avellino. Il fatto è successo ad Avellino, il 17 novembre 2007, quando l'algerino al termine di una udienza al tribunale di sorveglianza di Avellino, fu trasportato dalla polizia penitenziaria dalla camera di sicurezza all'automezzo blindato per essere condotto al carcere di Benevento. Qui l’algerino ha avuto un battibecco con gli agenti.

Il motivo del diverbio era dovuto al fatto che il giovane straniero chiedeva di parlare con il suo avvocato e gli agenti glielo hanno negato. Da qui la denuncia. L’algerino era accusato di per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. Reati, questi per i quali si è aperto un procedimento penale nei confronti dell'algerino che è chiamato a rispondere davanti al tribunale di Avellino.

Ieri mattina il giudice monocratico aderendo alla tesi difensiva prospettata dall'avvocato Rolando Iorio che sosteneva che non vi era stata alcuna minaccia o violenza nei confronti degli agenti, facendo leva sia che era ammanettato e sia che si tratta di una figura esile. Senza contare il numero superiore degli agenti rispetto al solo algerino. Il giudice, così ha accolto in pieno la tesi difensiva mandando assolto l’imputato per non aver commesso il fatto.

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